L’AQUILA – L’affetto degli studenti aquilani per la loro facoltà di Economia e l’accordo con la Scuola della guardia di finanza del capoluogo per far entrare nei corsi gli allievi marescialli.

Secondo il preside della facoltà economica, Fabrizio Politi, sono questi i due ingredienti principali che consentono al dipartimento che dirige di essere la “lepre” dell’Università: la facoltà che, con il suo quasi raddoppio di immatricolati e iscritti, consente di far rimanere positivi i numeri complessivi dell’Ateneo.

Tra il 2009/2010, primo anno accademico post-terremoto, e l’attuale 2010/2011, il totale degli iscritti è passato da 1.833 a 2.901 studenti, mentre le immatricolazioni sono salite da 737 a ben 1.604.

Il dato è emerso ieri nell’incontro con la stampa del rettore, Ferdinando di Orio. “Lo ha detto che siamo stati bravi?”, commenta scherzosamente Politi, che poi ricorda: “Già prima del sisma avevamo un trend in crescita, tra il 10 e il 15 per cento”.

L’AFFETTO DEGLI STUDENTI AQUILANI

“Paradossalmente – aggiunge Politi – dopo il 6 aprile 2009 si è appianato il nostro più grande punto debole, quello di avere pochi studenti fuorisede, stretti come siamo tra le facoltà di Roma e di Pescara. Mentre una facoltà come la nostra Ingegneria ha perso molti fuorisede che aveva, noi invece non abbiamo perso molto e anzi, siamo saliti. Avere studenti prevalentemente aquilani è diventato un punto di forza”.

Una tesi confermata dai numeri. “Nel 2009 – prosegue il preside – abbiamo avuto solo una sessantina di domande di trasferimento. Oltre all’affezione degli studenti, dall’altra parte abbiamo saputo anche dare risposte, lavorando molto su Internet per i contatti, appoggiandoci a Sulmona per le ultime lezioni e gli esami”.

L’ACCORDO CON LA FINANZA

E poi è arrivato l’accordo con le Fiamme Gialle. “Non ci sono crediti riconosciuti ex post – spiega Politi – ma gli allievi sottufficiali sin dall’inizio della loro formazione diventano automaticamente nostri studenti, con il loro corso divenuto triennale come la nostra laurea. Una dote da 400 matricole all’anno, 1.000 studenti in più a regime”.

LE STRUTTURE

Oggi la facoltà si trova nella Scuola superiore Guglielmo Reiss Romoli, nella zona Ovest della città, da tutt’altra parte rispetto alla sede storica della facoltà, nella frazione di Roio, a Est.

“Premetto che occupiamo solo un piano – ricorda Politi – mentre il grosso è occupato dagli uffici del rettorato. Ci troviamo bene, certo non stiamo stretti, anche se questa struttura di formazione non ha avuto interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi anni e vivendoci dentro questa cosa si avverte. È una sede comoda anche perché dopo il terremoto il centro dell’Aquila si è spostato da queste parti”.

Ciononostante si attende con ansia il restauro della sede originale. “Sì perché avere una sede tutta per noi fa comunque la differenza – spiega il preside – So che i fondi ci sono e che il provveditorato per le Opere pubbliche si sta occupando della progettazione. Ci vorranno tempi tecnici”.

IL RITORNO DELLE TASSE

Il rettore di Orio si è detto convinto che con il ritorno del pagamento delle tasse universitarie l’Ateneo non accuserà un calo di studenti. Politi è un po’ più prudente.

“Cosa succederà è la grande domanda che ci facciamo tutti. Non lo sappiamo, in realtà credo che un piccolo calo potrebbe esserci, ma credo anche che gli studenti continueranno a iscriverci. Per quanto ci riguarda, poi, la tassa al livello più basso è di 700 euro annui, non mi sembra una cifra impossibile”. (alb.or.)

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