L’AQUILA – Il Tar Abruzzo ha respinto in via definitiva il ricorso presentato dall’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam) contro il ministero per i Beni e le Attività culturali, dopo il taglio dei fondi necessari per il risanamento della casse dell’ente, su cui grava un debito di 700mila euro.
A questo punto, il rischio di una liquidazione dell’ente culturale si fa sempre vicino.
Una situazione disastrosa per l’Atam che non paga gli stipendi ai suoi dipendenti ormai da mesi.
Nella sentenza si evidenzia come per l’anno 2013 il contributo riservato all’Atam sia inferiore di oltre la metà rispetto agli importi degli anni 2011 e 2012 (250mila euro a fronte di 580mila e 581mila euro), rimarcando come “le attuali disposizioni di legge prevedono dei criteri di determinazione della base quantitativa del contributo da parte del ministero, che viene determinato sulla base delle voci di costo previste nel preventivo finanziario, riconosciute ammissibili, e sulla base della valutazione qualitativa del progetto artistico e delle iniziative”.
In relazione alla valutazione negativa della commissione sul programma dell’Atam dalla “scarsa qualità del programma artistico e alla flessione del numero delle recite, nonché all’assenza di compagnie di primaria importanza”, il tribunale parla di un “ambito tecnico altamente discrezionale”.






