L’AQUILA – “Ad oggi nessuna delle difficoltà che i cittadini e le cittadine, le lavoratrici ed i lavoratori vivono quotidianamente nella Asl provinciale dell’Aquila è stata affrontata e tanto meno risolta. Non abbiamo intenzione di far decantare o affievolire l’attenzione rispetto alla drammaticità della situazione che ogni giorno si arricchisce di nuove e non meno drammatiche novità. In definitiva il diritto alla prevenzione e la cura è sospeso o non fruibile per l’intero territorio provinciale”.
Con queste argomentazioni hanno chiesto l’intervento del prefetto dell’Aquila Cinzia Torraco, la Cgil L’Aquila, Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, Sindacato Dei Medici Italiani, Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, 180 Amici L’Aquila, Unasam, Cittadinanzattiva L’Aquila, Tribunale per i diritti del malato Abruzzo, Anpi, Arci, Auser, Udu, Associazione Donatella Tellini-Centro Antiviolenza e Biblioteca delle Donne, Associazione Donne TerreMutate, Comitato promotore ” Salviamo i Nuclei di Cure Primarie”
A seguire la lettera inviata al Prefetto
LA LETTERA AL PREFETTO
Illustrissimo Prefetto dell’Aquila
S.E. Dott.ssa Cinzia Teresa Torraco
Oggetto: Richiesta incontro
Le scriventi Organizzazioni, da tempo impegnate in una vertenza rispetto alle più volte denunciate carenze e criticità del Sistema Sanitario Provinciale, sono a richiedere il suo autorevole intervento al fine di poter ricondurre la vertenza nei canali ordinari , istituzionali e possibilmente proficui rispetto alle tante difficoltà più volte denunciate.
La necessità di rivolgersi a S.E. , dopo aver promosso mobilitazioni che hanno visto la partecipazione di centinaia di cittadine e cittadini, che purtroppo ha prodotto solo un confronto infruttuoso con la Direzione strategica della ASL1, deriva dal bisogno impellente di fornire risposte fattive ed adeguate alla tante problematiche più volte evidenziate in pubbliche comunicazioni.
Nel citato confronto del 20 giugno scorso avevamo richiesto:
· Dati di Bilancio disaggregati, al fine di verificare la sostenibilità finanziaria dei Nuclei di Cure Primarie e la destinazione delle risorse ad essi dedicate; elementi utili per procedere senza indugio alla sostituzione dei Medici andati in pensione, garantendo continuità assistenziale a migliaia di Cittadine e Cittadini e contestualmente garanzie occupazionali;
· Conferme circa la necessaria stabilizzazione del personale e nello specifico dei dipendenti assunti con la fattispecie “15 octies”; tempi e modalità dell’attivazione del tavolo per la reinternalizzazione dei servizi, garantendo il mantenimento dell’attuale perimetro occupazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori che operano da anni nei predetti servizi esternalizzati; superamento dell’inaccettabile livello di precariato utilizzato quale forma ordinaria per la copertura di posizioni necessarie;
· l’avvio di un confronto costruttivo, di merito e progettuale su Case di Comunità, Consultori, Salute Mentale e articolazione della Medicina territoriale;
· Pianificazione e programmazione di edilizia sanitaria e recupero dei beni di proprietà della ASL1.
Alla data odierna nessuna delle richieste avanzate ha trovato soddisfazione. Allo stesso tempo, nei fatti, la prevenzione e la cura sono negate da liste di attesa inaccettabili, servizi di emergenza ed urgenza in estrema difficoltà, carenza di materiali di consumo e presidi medico sanitari. Condizioni che minano il concetto di Sanità Pubblica, universale, gratuita, di prossimità per tutte e tutti. Il quadro sopra descritto, che definiamo inaccettabile in un paese civile,costringe gli utenti ( che ne hanno le facoltà economiche) a rivolgersi al privato nel migliore dei casi, mentre gli “ultimi e più fragili” rischiano di rinunciare alla prevenzione ed alla cura. In ultimo ad aggravare ulteriormente la situazione, in questi giorni numerosi cittadini e cittadine hanno ricevuto una convocazione dalla stessa ASL1 finalizzata a comunicare il grado di pericolosità dei dati trafugati a seguito dell’attacco informatico. Insomma un mero passaggio formale. Nessuna assunzione di responsabilità. Nessuna informazione di dettaglio, nessuna proposta di risoluzione delle problematiche. Cittadine e cittadini, Lavoratrici e Lavoratori di nuovo abbandonati a loro stessi.
In attesa di cortese riscontro, cordiali saluti.




