L’AQUILA – Dovrà essere la giunta regionale di Marco Marsilio, di Fdi, a eventualmente a prorogare, per la seconda volta, il contratto in scadenza domani 31 maggio, per il manager della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, 67enne docente di Igiene dell’università La Sapienza di Roma. Sempre che questo sia possibile, visto che si andrebbe in direzione opposta rispetto al parere dell’Avvocatura regionale, formulato l’anno scorso, in base alla norma nazionale e ai pronunciamenti della Cassazione, e in base al quale ora il dipartimento Salute, guidato da Emanuela Grimaldi, non vuole muovere paglia.
Lo scorso anno la prima proroga era stata firmata dal dipartimento Salute, allora guidato da Claudio D’Amario. Secondo fonti interne, nonostante la istanza di Marsilio di una conferma di Romano per non lasciare il vertice sguarnito, lo stesso dipartimento, con Grimaldi e i dirigenti interessati, non hanno però intenzione di firmare invece l’atto di proroga, in attesa di concludere nel giro di qualche mese il percorso di nomina a del nuovo manager, con il bando indetto il 20 maggio, e che potrebbe essere vinto proprio da Romano.
Senza la proroga dell’attuale dg, si rischia però un salto nel buio, si argomenta da parte di Marsilio, con i sindacati Cisl e Uil pienamente d’accordo, e si aggraverebbe l’imminente e grave vuoto di potere, alla luce della scomparsa del direttore sanitario, Alfonso Mascitelli, e del pensionamento, ai primi di luglio, del direttore amministrativo, Stefano Di Rocco.
Se la seconda proroga non sarà possibile, se si deciderà di non forzare la mano, dopo il 31 maggio, decaduto Romano, la responsabilità come facente funzione passerà proprio al direttore amministrativo Di Rocco. Dopo luglio, per la successione a Di Rocco si era fatto il nome di Alessia Parlatore, direttore dello Uoc Personale, fedelissima di Romano, ma non sarebbe iscritta all’albo. E dunque anche su questo fronte si riaprirà la partita della successione.
La proroga dell’anno scorso fu decisa alla luce del debito della sanità, che nel 2024 ha imposto un piano di rientro di 122 milioni, a valere sul 2023, e nell’ultimo consiglio regionale di ben 131 milioni, a valere sul 2024 con tanto di aumento dell’addizionale Irpef. Si valutò dunque che era necessaria una continuità al vertice decisionale della Asl per mettere subito in campo un draconiano piano di contenimento della spesa. Identico scenario di oggi, ancora di piena emergenza.
Già in occasione della prima proroga, ha pesato però come detto il parere negativo richiesto dal dipartimento Salute all’Avvocatura regionale, diretta a Stefania Valeri, e che non sembrerebbe dare adito a dubbi.
Nel testo del parere si cita innanzitutto l’articolo 3 del decreto legge 502 del 1992 per il quale, “la nomina del direttore generale deve essere effettuata nel termine perentorio di sessanta giorni dalla data di vacanza dell’ufficio. II rapporto di lavoro del direttore generale è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato, di durata non inferiore a tre e non superiore a cinque, rinnovabile”.
Entrando dunque nel merito, “il rinnovo del contratto è un istituto giuridico distinto dalla proroga: mentre il primo è un contratto nuovo, che comporta la novazione del rapporto precedente, la proroga consiste in un mero spostamento in avanti della scadenza del contratto originario”.
Lo stesso decreto aveva previsto, “in prima applicazione”, che le regioni possono disporre la proroga dei contratti con direttori generali in carica all’atto dell’entrata in vigore del presente decreto per un periodo massimo di dodici mesi”. Ma il punto è che tale norma di natura transitoria ha ormai esaurito i suoi effetti, essendo stata abrogata.
La sentenza della Corte di Cassazione “oltre all’aver fornito utile indicazione in merito alla disciplina del rapporto del direttore generale e all’impossibilità di rinnovare il relativo contratto”, si sottolinea nel parere, “ha ribadito che la Corte Costituzionale, in più occasioni, ha affermato che le norme in materia, da sempre, sono da configurare come principi fondamentali nella disciplina della dirigenza sanitaria e, più in generale, nella materia della ‘tutela della salute’, in quanto “sono finalizzate a qualificare meglio il profilo di tali dirigenti e a ridurre l’ambito della discrezionalità politica, che pur in qualche misura permane, nella scelta degli stessi, al fine di tutelare l’imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione”.
In assenza di proroga, Romano però potrebbe presto tornare in sella, con la partecipazione al bando già indetto il 20 maggio, e con la riapertura dei termini per l’iscrizione all’elenco dei direttori generali. Elenco in cui Romano non era presente, visto che in occasione dell’ultima selezione, era già pronto con le valige in mano per andare a ricoprire un ruolo ministeriale nel Ministero della Salute, oppure una postazione di vertice al dipartimento Sanità in Regione Lazio.
Occasioni entrambe sfumate, a differenza di una probabile riconferma, Romano, arrivato alla Asl aquilana in quota Lega, poi passato a Fdi, visto che Marsilio, nonostante il forte deficit della Asl aquilana, lo ha sempre difeso dai molteplici attacchi e richieste di dimissioni, lo considera un manager fidato e della stessa area politica, e non vuole campi al vertice nel bel mezzo della partita scottante del deficit sanitario. Non sarebbe la prima volta in Abruzzo, la riconferma con bando di un dg scaduto pochi mesi prima, vedasi il caso alla Asl di Teramo del dg Maurizio Di Giosia, nel 2023.
Parallelamente, infine, si è aperta anche la partita della successione al compianto Mascitelli, nel ruolo altrettanto decisivo di direttore sanitario.
Come già riferito da questa testata, sono in lizza infatti l’aquilana Giovanna Micolucci, direttore Uoc Direzione sanitaria di presidio dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, sostenuto da l vicecoordinatore regionale di Fdi e senatore, Guido Liris, Carmine Viola, responsabile del Distretto sanitario 1 Area L’Aquila, e direttore sanitario del presidio ospedaliero di Tagliacozzo, sostenuto dal capigruppo di Fdi in consiglio regionale, Massimo Verrecchia. Terzo nome, al di fuori di quello che è un derby tra L’Aquila e Avezzano è quello di Sabrina Pulvirenti, commissario della Asl di Frosinone e manager ritenuta vicina a FdI, e che gode della fiducia di Marsilio.






