L’AQUILA – “Mi dispiace che gli amici della Fp Uil facciano i difensori d’ufficio del manager, Roberto Testa. Il direttore generale della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, oggetto delle severe critiche nel mio comunicato di ieri, ha capacità, strumenti, occasioni e un ottimo ufficio stampa per difendersi da solo se lo ritiene, o meglio ancora per venire a confrontarsi nelle sedi istituzionali dove magari sono presenti tutte le parti interessate”.
Lo scrive in una nota il consigliere regionale aquilano del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci, in risposta agli esponenti sindacali della Fpl Uil Antonio Ginnetti e Gianfranco Giorgi dopo che lo stesso Pietrucci aveva dichiarato che “È davvero sgradevole e imbarazzante lo stile del direttore generale della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila che ieri, senza intervenire né personalmente né attraverso un suo rappresentante all’incontro da me promosso in Regione Abruzzo, ha combinato un ‘accordicchio’ con la Funzione pubblica della Uil sul personale, facendo addirittura annunciare da quel sindacato i prossimi insufficienti interventi sul personale sanitario”.
A queste parole, la replica di Ginnetti e Giorgi non si era fatta attendere: “Pietrucci lo dica alle centinaia di lavoratori di vari profili sanitari che si sono visti prorogare il contratto che si tratta di un ‘accordicchio’. Ben venga l’’accordicchio’ se significa prorogare i precari, lavorare su stabilizzazioni e concorsi, assumere personale per far fare le ferie ai lavoratori che vengono da un’emergenza sanitaria e per aprire strutture sanitarie come i Ppi di Tagliacozzo e Pescina o le zone grigie degli ospedali”.
Immediata anche la risposta di Pietrucci.
“Se gli amici della Fpl Uil criticano l’espressione ‘accordicchio’ (ho usato questo termine – sempre contro l’atteggiamento di Testa – per indicare una intesa con cui il dg spera di lavarsi la coscienza e di risolvere gli enormi problemi che ha di fronte) vorrei far notare, in tutta umiltà, che le scelte che competono in questa fase alla Asl 1 sono di una dimensione enormemente superiore a quelle pur utili che sono state annunciate. Questo è ciò che io imparo tutti i giorni proprio dall’azione dei sindacati, dalle loro piattaforme unitarie, dalla loro cocciuta e sacrosanta lotta per i diritti di lavoratori e utenti, dalle loro battaglie politiche (non c’è alcuna vergogna a usare questa parola, anzi) per migliorare la sanità e il diritto alla salute dei cittadini”.
“Non vorrei però che, non essendo un ‘addetto ai lavori’ (qualcuno mi spiegherà gentilmente cosa significa), qualcuno pensi che come consigliere regionale debba restare inerte a guardare la pace fiscale con cui Marsilio regala milioni di euro alla sanità privata, l’inutilità del Covid Hospital a Pescara, le inefficienze quotidiane delle nostre strutture, le continue proroghe quando il personale potrebbe essere stabilizzato come prevede il PdL a firma Silvio Paolucci, la strategia per realizzare a Pescara l’unico Ospedale di II Livello o il paradosso – denunciato ieri dall’onorevole Stefania Pezzopane – per cui i pazienti ospedalieri vengono monitorati e il personale sanitario no! Voglio contribuire ad una giusta politica sanitaria. È un mio dovere ed a questo, si sappia, non rinuncerò mai”.
IL RESTO DELLA NOTA DI PIETRUCCI
Esigiamo dunque – e ripeto esattamente quanto ho dichiarato ieri – un confronto approfondito coi vertici Asl 1 non ci accontentiamo dell’ennesimo annuncio fatto sulla stampa (e fatto fare da terzi) e consideriamo vergognoso continuare a giocare con la pelle dei lavoratori, rinnovando i contratti ogni due, tre mesi con uno stillicidio che umilia le persone, danneggia il funzionamento dell’ospedale, peggiora il livello delle prestazioni a scapito dei pazienti e dei cittadini.
Ora, subito, si deve ripartire con uno slancio nuovo.
– Con investimenti sulla sanità pubblica che la pandemia ha dimostrato insostituibile;
– Con politiche concrete di incremento del personale sanitario, assistenziale e amministrativo: mancano 600/700 lavoratori rispetto al Piano del Fabbisogno, moltissimi lavoratori sono precari, c’è un solo Dirigente amministrativo per un’Azienda di 4 mila persone e l’ultimo Concorso pubblico è stato bandito nel 1997;
– Con una concertazione continua tra le parti sociali e le amministrazioni locali;
– Con il rilancio della medicina territoriale e di base, per la prevenzione e per evitare prestazioni incongrue.
Insomma, serve una strategia complessiva che affronti con coraggio queste sfide, senza lo spauracchio della Corte dei Conti o del cronico disavanzo di bilancio.
La Asl 1 deve avviare un ambizioso progetto di rilancio: altrimenti non solo ne pagheranno le spese gli operatori sanitari, non solo i precari e i lavoratori umiliati da contratti interinali in somministrazione o in cooperativa, ma con un impoverimento delle prestazioni sanitarie i più colpiti saranno gli utenti che verranno spinti a cercare altrove le cure necessarie.
Spero, anzi sono certo, che tutte le organizzazioni sindacali, compresa la Fpl Uil, concordino con questa posizione.



