L’AQUILA – “Sono solo nominato, ci vorranno ancora un po’ di giorni per essere operativo, ma la riforma Lorenzin sarà la prima cosa su cui mi confronterò e sulla quale ascolterò i sindaci e le esigenze del territorio”.
La difesa dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila e dei presìdi della provincia dal taglio dei reparti predisposto dall’Agenzia sanitaria regionale in applicazione del decreto Lorenzin è la priorità per il neo direttore generale dell’Azienda sanitaria locale numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, come spiega nella prima intervista a caldo, concessa ad AbruzzoWeb.
“Sono molto soddisfatto, spero di meritarmi la fiducia ricevuta”, spiega, evidentemente raggiante, dopo aver mantenuto a lungo il silenzio, fin da quando 8 mesi fa venne citato da questo giornale nel “toto-nomi”.
Assicura che non lo ha scalfito neanche la tempesta politica che, per oltre 2 mesi, ha tenuto banco sulla nomina di un medico aquilano, come chiedeva il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, o di un manager esterno, quest’ultima fazione del sindaco, Massimo Cialente, nel ruolo di dg: “L’ho vissuta con la solita serenità e l’equidistanza che chi mi conosce sa che ho”, ribatte brevemente lui che era il prescelto dei cialentiani che alla fine l’hanno spuntata.
L’ipotesi che sul suo nome e quello degli altri aspiranti sconfitti si sia combattuta una battaglia politica con vista sulle elezioni 2017 non lo convince: “Non credo, ma anche fosse è un problema che non mi interessa. Quello che voglio – assicura – è svolgere bene il mio ruolo a partire da oggi. Spero di essere giudicato da quello che farò da domani mattina, sarò pienamente coinvolto e appassionato”.
Agli scettici, che non mancano sul fronte politico e medico, solo la richiesta di un po’ di credito, “mi diano tempo di fare qualcosa, sono convinto che apprezzeranno il mio lavoro. Io vedo sempre avanti non guardo ai duelli che ci sono stati”.
L’Ordine dei medici voleva uno di loro, ma ora con la categoria dovrà confrontarsi inevitabilmente: “Farò sponda, ci mancherebbe altro, i medici sono essi stessi la sanità!”, evidenzia Tordera.
Che annuncia come sia intenzionato, oltre che obbligato, a mollare gli incarichi che attualmente ricopre: “Lascio tutto, devo dare le dimissioni dall’Asm e da Sviluppo Italia Abruzzo – conferma – Devo vedere anche che cosa fare con la presidenza del Conservatorio, che comunque è un incarico non retribuito. Domani mi occuperò anche di questo”.
Spiazzante, per lui come già successo ad altri per altro, la mossa del cavallo di Luciano D’Alfonso: quella di affiancargli il “saggio”, pensionato al lavoro gratis, Roberto Marzetti, manager tra il 2006 e il 2009, già, però, bollato dai detrattori come “commissario” e perfino “badante”.
“Non lo so, non ho letto niente, so solo che Marzetti è un professionista serio che conosco e stimo, sono contento che possa dare una mano e aiutare: non me, ma la sanità aquilana”.
Domanda successiva sui rapporti con il suo predecessore e manager degli ultimi 6 anni, Giancarlo Silveri: lavorarono assieme per un po’ alla Carispaq, la vulgata parla di rapporti non certo felici: “Lo chiamerò per salutarlo e fare un quadro. Ho lavorato poco con lui alla banca, quando sono arrivato io è andato via, non ci siamo incrociati”.
Ci sono poi tanti altri problemi che dovrà studiare e si dovrà parlare: le liste di attesa, la mobilità…
“Faccio quello che si deve fare per gestire un’azienda – promette – Sono tutti problemi che conosco perché non vivo all’altro mondo, ma per poterne parlare devo conoscere i dati veri. Valuterò reparto per reparto la situazione, ascoltando tutti, e poi, in autonomia, prenderò le mie decisioni, ma non senza prima avere analizzato dati a disposizione”.
Arriva in piena “zona Cesarini” e in un clima di polemiche che dura ormai da 2 mesi la nomina del nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria locale numero1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
Questa mattina, sotto la presidenza del presidente, Luciano D’Alfonso, la Giunta regionale ha nominato Rinaldo Tordera in successione a Giancarlo Silveri, che ha ricoperto l’incarico negli ultimi 6 anni e ha cessato le sue funzioni lo scorso 1° gennaio.
Una nomina, quindi, in extremis, perché arrivata alla scadenza dei 60 giorni previsti dalla legge come termine massimo di vacatio dei vertici aziendali.
Il primo, delicatissimo punto della sua agenda sarà indubbiamente lo tsunami disastroso imposto dal decreto Lorenzin che porterà a 45 tagli di reparti tra tutti gli ospedali abruzzesi, con uno scacchiere disegnato dall’Agenzia sanitaria regionale (Asr) di Alfonso Mascitelli che penalizza fortemente le aree interne a vantaggio della costa.
Tordera, 58 anni, originario di Vigevano (Pavia), direttore generale della Carispaq dal 1999 al 2011, attualmente è amministratore delegato della società regionale Sviluppo Italia Abruzzo e amministratore unico dell’Aquilana società multiservizi (Asm), società del Comune capoluogo che si occupa di rifiuti, entrambe cariche che ora probabilmente dovrà lasciare.
Il nome di Tordera era stato anticipato da AbruzzoWeb ben 8 mesi fa, delineando già allora quello che poi è stato lo scontro tra gruppi di potere effettivamente andato in scena: il sindaco, Massimo Cialente, a sostenerlo, e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci a contrastarlo.
Il presidente D’Alfonso e la Giunta, inoltre, per questa straordinaria fase di avvio della sanità nella provincia dell’Aquila hanno deciso di rendere disponibile l’esperienza del consulente della presidenza, Roberto Marzetti, per realizzare la presa in carico della nuova gestione in ragione delle apprezzatissime competenze maturate in precedenza.
Una decisione abbastanza inusuale che secondo alcuni adombra già una sorta di “commissariamento” del nuovo funzionario appena nominato.
Marzetti, che lavora gratuitamente per D’Alfonso, è stato manager della Asl aquilana prima di Silveri, dal 2006 al 2009; è anche presidente del Museo delle Genti d’Abruzzo.
Tra le prime reazioni, quella neutrale del presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, che preferisce concentrarsi sulla fine del “deprecabile tira e molla politico” mentre Gianfranco Giorgi, coordinatore provinciale Cisl sanità, parla apertamente di “spartizione politica”.
Curiosamente, Silveri era vice direttore della Carispaq quando Tordera ne era direttore, e i rapporti tra i due non erano affatto idilliaci.
Tordera non è iscritto all’albo dei 127 idonei al ruolo di manager in Abruzzo, avendo sostenuto la prova in Lombardia, dove peraltro è tra gli 800 idonei e non tra i circa 200 della short list di cui fanno parte coloro che hanno superato un’ulteriore selezione.
La scelta nelle passate settimane ha causato scontri e polemiche politiche che hanno portato alla formazione di due fronti; quello guidato da Cialente, che ha indicato un dg non medico e non del territorio, autonomo da quella che ha definito “lobby dei medici”, da una parte; e quello, guidato dal giovane consigliere regionale Pietrucci, appoggiato da 35 sindaci del territorio e consiglieri comunali e sindacati, che ha dato battaglia perché alla guida dall’azienda fosse nominato un medico che operi nelle strutture sanitarie perché il professionista entri subito in assetto alla luce delle riforme nazionali, il decreto Lorenzin, e regionali, con l’Abruzzo alle prese con piani vista l’uscita dal commissariamento al quale è sottoposto per il deficit sanitario.
Lo scontro in seno al Pd ha anche il sapore di uno scontro generazionale. La nomina di Tordera potrebbe causare ricorsi, come peraltro annunciato dal fronte del sì ai medici, da parte di candidati iscritti nell’albo abruzzese.
LA DELIBERA VOTATA DA D’ALFONSO E SOLO MEZZA GIUNTA
Una Giunta regionale per pochi intimi, quella che ha nominato il nuovo direttore generale della Asl aquilana, Rinaldo Tordera.
Secondo quanto appreso da fonti politiche, infatti, la seduta decisiva sarebbe stata disertata da numerosi assessori e la delibera è stata votata da quattro soli amministratori.
Si tratta del presidente, Luciano D’Alfonso, e degli assessori Silvio Paolucci, che ha la delega alla Sanità, Andrea Gerosolimo e Dino Pepe.
Assenti il vice presidente, Giovanni Lolli, e i colleghi di Giunta Donato Di Matteo e Marinella Sclocco.
Rinaldo Tordera è amministratore delegato della società regionale Sviluppo Italia Abruzzo nonché amministratore unico dell’Aquilana società multiservizi (Asm), la ex azienda municipalizzata del Comune capoluogo che si occupa di gestione dei rifiuti.
Originario di Vigevano (Pavia), 58 anni, Tordera è stato direttore generale della Carispaq dal 1999 al 2011, per poi rassegnare le dimissioni in seguito all’inchiesta sulla maxi-truffa da 300 milioni del cosiddetto “Madoff dei Parioli”, Gianfranco Lande, che ha coinvolto anche la più antica banca aquilana, oggi scomparsa dopo l’incorporazione in Bper.
Nel 2012 è stato nominato consulente per l’Abruzzo della Banca di credito cooperativo di Roma, successivamente ha ricevuto l’incarico di capo del comitato tecnico della costituenda Banca dell’Aquila.
A novembre dello stesso anno è arrivata la nomina a presidente dell’Uovo teatro stabile di innovazione, venuta meno con la fusione con il Teastro stabile d’Abruzzo (Tsa) lo scorzo marzo. È stato anche consulente nell’amministrazione del gruppo Edimo.
A oggi è anche consigliere della Camera di commercio del capoluogo e presidente del Conservatorio “Alfredo Casella”.
A febbraio 2014, infine, ha promosso come socio fondatore la nascita dell’associazione culturale e d’impegno sociopolitico “Insieme” che, qualche mese più tardi, ha sostenuto proprio D’Alfonso alle elezioni e Lucia Pandolfi come candidato consigliere.
Nell’aprile 2014 ha ottenuto la guida dell’Asm, mentre dal 20 luglio 2015 è amministratore delegato di Sviluppo Italia Abruzzo, società controllata da Abruzzo Sviluppo spa, a sua volta emanazione della Regione.



