L’AQUILA – Una richiesta ufficiale di incontro con le forze politiche e i sindaci della provincia dell’Aquila per affrontare la questione della nomina del nuovo dg della Asl provinciale dell’Aquila è stata formalizzata questa mattina con una lettera dal consigliere regionale marsicano di Forza Italia Emilio Iampieri al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

La giunta regionale di centrosinistra è chiamata a fare la nomina entro queste mese: il posto è vacante dopo le dimissioni di Giancarlo Silveri, andato via il 31 dicembre scorso, nonostante un contratto fino al 2018 rinnovato dal precedente esecutivo di centrodestra.

Nella missiva, l’esponente azzurro chiede al presidente di convocare “consiglieri regionali di maggioranza e minoranza e sindaci del territorio di competenza della Asl di L’Aquila per valutare in base a quali criteri procedere alla nomina”, sottolineando “l’importanza che la scelta sia condivisa e soprattutto che ricada su una professionalità espressione del territorio”.

Da giorni nel territorio provinciale è polemica sulla soluzione da adottare per la nomina: il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, propende per un professionista fuori dal territorio, tanti sindaci e politici, in una maggioranza trasversale, chiedono con forza la soluzione del professionista interno alla luce dell’attuazione del decreto Lorenzin e della stagione delle riforme in Abruzzo, regione da anni sottoposta al commissariamento per il deficit sanitario.

“Ferme restando le Tue prerogative in merito, come ho già avuto modo di dirti in via informale, ritengo fondamentale che la scelta del manager della Asl di L’Aquila sia il frutto di una riflessione che coinvolga tutte le forze politiche rappresentate nell’Emiciclo, sia di maggioranza che di minoranza, e i sindaci del territorio di competenza dell’azienda sanitaria – scrive Iampieri -. Allo stesso modo, mi permetto di sottolineare l’opportunità che tale incarico venga affidato a una professionalità di cui l’Abruzzo interno è ricco. Lo dico non in virtù dell’antico riflesso condizionato di un campanilismo fine a se stesso, ma mosso dalla convinzione che chi conosce le articolazioni sanitarie della nostra vasta provincia e le esigenze delle popolazioni possa agire e incidere con maggiore consapevolezza e tempestività su problemi che un manager estraneo alla nostra realtà avrebbe bisogno di approfondire in un momento, quale quello attuale, in cui la tempestività delle soluzioni può fare la differenza”.