L’AQUILA – È Enrico Del Baglivo, 65 anni, romano, la “carta coperta” del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, come nuovo manager per la Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, appoggiato anche dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

È questa la new entry nel “toto-nomi” per il nuovo direttore generale, che risponde all’identikit di “manager non aquilano” sostenuto con convinzione dal primo cittadino del capoluogo e che rientra anche nei desiderata del governatore.

Un nome che presenta anche interessantissimi risvolti politici: il favoritissimo per la poltrona è, infatti, marito dell’esponente del Partito democratico romano Lucia Migliaccio, componente della segreteria regionale e definita vicina al premier, Matteo Renzi.

Facile vedere una serie di effetti politici benefici che avrebbe la nomina: da un lato D’Alfonso potrebbe ricucire con il presidente del Consiglio un rapporto che molti esperti delle cose politiche, al di là dei sorrisi di facciata, definiscono problematico.

Dall’altro, dopo essere stato bersaniano e cuperliano, quindi in antitesi con la carica dei “rottamatori” guidata dall’ex sindaco di Firenze, Cialente si riaccrediterebbe con la scena nazionale e con la corrente oggi dominante, con un ambizioso obiettivo: la candidatura al rientro in Parlamento alle Politiche del 2018, quando il secondo mandato da sindaco sarà abbondantemente scaduto.

Del Baglivo, peraltro, vanta già esperienze in Abruzzo: per un anno, dal marzo 2007, è stato consulente dell’allora Asl separata di Avezzano in materia di acquisizione di beni e servizi nonché appalto di lavori, competenze utilissime in prospettiva futura, con una sanità sempre più aziendalizzata e sempre meno servizio.

Tra gli altri possibili retroscena alla base della “guerra di Cialente” a una figura, al contrario, come richiesto da un variegato fronte bipartisan, interna al territorio e di origine medica più che manageriale, ci sarebbe anche la volontà politica del sindaco di “scegliersi” in qualche modo il capo.

Una figura esterna e non legata alle cose aquilane potrebbe concedergli i necessari spazi di manovra per completare il biennio necessario ad arrivare all’età pensionabile, scenario proficuo a prescindere dalle prospettive politiche.