L’AQUILA – Una stroncatura da parte della sezione regionale di controllo della Corte di conti sul bilancio 2016, con oltre 21 milioni di passivo, approvata a luglio scorso, e che grava come un macigno, in attesa che vengano passate al setaccio anche le annualità 2017 e 2018.
L’annuncio di stratosferici attivi, che poi si sono trasformati, alla prova dei fatti, in pesanti passivi. Le ripetute bocciature dei revisori contabili delle previsioni di bilancio.
Sono le fosche nubi che si addensano sui conti della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, e dunque sull’operato del manager, Rinaldo Tordera, che si è insediato nel marzo 2016, nominato dalla giunta del centrosinistra, prendendo il posto di Giancarlo Silveri, rinnovato dal centrodestra fino al 2018 che però si è dimesso anticipatamente. Il mandato dell’ex direttore generale della ex Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila e amministratore unico dell’Aziensa servizi municipalizzata (Asm) dell’Aquila scadrà il 15 marzo prossimo.
Fare piena luce sull’effettiva consistenza di attivi e passivi della Asl aquilana, sarà ora la prima e gravosa incombenza che toccherà a chi prenderà il posto di Tordera, successore nominato come la legge dello spoil system consente, dalla nuova giunta di centrodestra vincente, a seguito del bando approvato il 10 febbraio, e di cui si attende ancora la pubblicazione sul Bura.
Ancor prima che la sezione regionale della Corte dei conti, proceda come ha fatto con il bilancio consuntivo 2016, con una relazione approvata a luglio dell’anno scorso, ad esaminare, voce per voce e numeretto per numeretto anche i bilanci 2017 e 2018. Nella speranza che non si verifichino anche in questo caso brutte sorprese, e che la Asl abbia nel frattempo corretto il tiro, ponendo rimedio alle criticità illustrate dai giudici contabili.
Giova comunque ricordare che, a rigore di legge, la delibera regionale di nomina di un direttore generale della Asl prevede “le dimissioni, la decadenza e la sostituzione”, nel caso in cui si verifichi un “grave disavanzo”. Cosa però non avvenuta, nè per Tordera, nè, va detto, per tutti i manager che hanno gestito le Asl abruzzesi nei decenni in cui è esplosa la spesa sanitaria, rendendo inevitabile il commissariamento da parte del Governo nazionale, dal 2007 al settembre 2016.
Intervistato da AbruzzoWeb, Tordera ha comunque rivendicato il merito di essere riuscito a ridurre drasticamente le perdite, “con un’importante opera di risanamento”, elevando contestualmente “la qualità del servizio”, partendo da un passivo molto pesante, che gli è stato lasciato in eredità.
Venendo ai numeri: il bilancio consuntivo 2016 della Asl aquilana ha registrato una perdita di ben 21.599.052 euro. Con un peggioramento dei conti notevole, visto che il bilancio 2015 aveva registrato un peggioramento di soli 1,8 milioni di euro.
E come detto la Corte dei conti ha evidenziato relativamente al 2016, una lunga serie di criticità. Prima di illustrarle nel dettaglio, è opportuno procedere ad un breve esame delle altre due successive annualità della gestione Tordera.
Nel bilancio 2017, il primo interamente imputabile alla programmazione al manager, e non quello del suo predecessore Silveri, si prevedeva inizialmente un utile di esercizio di ben 17. 614.00 euro. Una previsione forse troppo ottimistica, bocciata dal Collegio dei revisori dei conti della stessa Asl. Il risultato di esercizio del bilancio consultivo 2017 ha poi registrato infatti un passivo di 13.991.606 euro.
Risultato salutato comunque come positivo, visto che ha ottemperato agli obiettivi fissati dalla giunta regionale di contenere la perdita in misura non superiore al 33,8% per cento, rispetto al 2016.
C’è però chi ha obiettato, negli uffici della Asl, che il passivo potrebbe essere in realtà ben più consistente. Il riferimento è al mancato riaccertamento e riallineamento dei debiti e crediti degli anni passati, ed più nello specifica ad una voce attiva di 2,6 milioni di euro, che risulta però incerta e generica.
Infine come osservato anche da fonti sindacali, non sono stati accantonati gli oneri per le ferie non godute dai dipendenti.
Tordera aveva previsto un utile di esercizio anche per il 2018, questa volta appena di 11.309 euro. Ma anche questa volta il bilancio preventivo non ha superato le forche caudine del Collegio sindacale. e infatti ora si parla più cautamente di un passivo, comunque più contenuto rispetto agli anni precedenti. Per saperne di più occorrerà attendere l’approvazione del bilancio consuntivo 2018, che dovrà essere approvato entro il 30 aprile prossimo.
Tornando dunque alla relazione della Corte dei Conti, relativa al 2016, essa evidenzia che sussistono “criticità non superate alla luce delle motivazioni addotte dall’azienda in fase di istruttoria”.
La perdita di esercizio, si assevera, è notevolmente peggiorata rispetto al 2015, “non autorizzata preventivamente dalla Regione, ma determinata a posteriori”, e che “reitera le gravi criticità già registrate nel 2015”, di cui però il manager Tordera non è responsabile.
Scendendo nel dettaglio, i magistrati contabili evidenziano che il rapporto tra valore della produzione e il suo costo resta negativo, per circa 5 milioni di euro. L’azienda cioè non è riuscita a far fronte ai costi aumentati, di circa del 2 per cento rispetto al 2015, attraverso un’accorta razionalizzazione.
Inoltre si registra la “non corretta tenuta del libro cespiti”, e non si ha dunque certezza del valore dei beni in possesso della Asl, che però vengono messi a bilancio.
E ancora si attesta una “parziale attendibilità dei dati espressi in bilancio in merito alla riconciliazione tra debiti e crediti”, risalenti anche al 1999. ovvero non è stato verificato a dovere se i debiti ammontino effettivamente alla cifra iscritta in bilancio, e i crediti siano davvero esigibili, e dell’entità presunta. Una spina nel fianco, quella del riaccertamento contabile che ha tormentato non solo la Asl aquilana, ma l’intera Regione Abruzzo per tutto il corso dell’ultima legislatura, continuamente censurata e pungolata dalla stessa Corte dei Conti.
Procedendo oltre, si obietta che “è molto elevato il contenzioso per le prestazioni erogate dagli operatori privati accreditati”, pari a quasi 105 milioni di euro, che è stato mancato il raggiungimento della riduzione su base annua del 5 per cento del valore complessivo dei contratti in essere per l’acquisto di beni e servizi”, come imposto dalle norme sul contenimento del debito pubblico.
La Corte ricorda nella relazione, a tal proposito, che “l’azienda ha motivato la mancata riduzione a causa della scarsa disponibilità di reperire contraenti alternativi”, e con il fatto che già si era operato un forte contenimento della spesa nel periodo precedente.
La Corte dei conti evidenzia poi numerose criticità in merito alle prestazioni intramoenia, ovvero delle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa. Ebbene per la Corte dei Conti, non è stata ad esempio adottata una contabilità separata, e non sono stati quantificati i costi imputabili all’attività intramoenia.
Altro limite del bilancio 2016 è che non ha tenuto in debito conto le possibili perdite future, ovvero le passività potenziali in situazioni caratterizzate da incertezza.
Passando al capitolo personale, la magistratura contabile contesta il mancato rispetto dei tetti di spesa. concedendo però che l’azienda ha motivato questa scelta in quanto “era necessario garantire una corretta erogazione dei livelli essenziali di assistenza”. Sforato anche il tetto di spesa farmaceutica, mancando così gli obiettivi stabiliti dalla Regione.
E non è l’unico obiettivo che non è stato centrato, perché c’è anche quello dell’acquisto di dispositivi medici, del controllo dell’adeguatezza delle prescrizioni mediche, dell’attivazione di un sistema di monitoraggio delle attività assistenziali.
LA PRECISAZIONE DI SILVERI: “MIEI BILANCI IN ORDINE”.
“La Asl Avezzano Sulmona L’Aquila è nata il primo gennaio 2010 con la fusione della preesistenti Aziende dell’Aquila e di Avezzano-Sulmona. Entrambe facevano registrare costantemente, negli anni precedenti, forti perdite di bilancio che talvolta toccavano complessivamente i cinquanta milioni di Euro”.
Lo precisa Giancarlo Silveri, ex direttore Asl Avezzano-Sulmona- L’Aquila, che giudica “impropri” e “fuorvianti” i riferimenti alla gestione degli anni precedenti contenuta nel nostro articolo.
“A seguito della fusione intervenuta, della razionalizzazione dei processi organizzativi, della eliminazione degli sprechi, della rinegoziazione dei contratti di fornitura e dell’espletamento di nuove gare per beni e servizi – spiega Silveri – si è riusciti, dall’anno 2011 fino alla conclusione del mio mandato, 31 dicembre 2015, ad avere i bilanci a pareggio salvo l’ultimo che ha fatto registrare in perdita di poco inferiore ai due milioni di euro”.
“Naturalmente il processo di fusione, lungo e complesso, non ha consentito il perfezionamento immediato di tanti aspetti organizzativi della parte amministrativa della nuova azienda cosa che, opportunamente, il Collegio Sindacale e la sezione di controllo della Corte dei Conti hanno sempre evidenziato senza però che sia stato mai dato un parere negativo sui vari bilanci annuali. Gli stessi bilanci sono sempre stati peraltro approvati dalla Regione e validati dalla Kpmg, società di revisione incaricata dal Ministero dell’Economia. Del dopo di me nulla posso sapere ma credo che per il mio successore, così come per me, la vita non è stata affatto facile”, conclude Silveri.





