L’AQUILA – Approvato il bilancio della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila mentre per la decisione sull’operato del direttore Giancarlo Silveri si dovrà attendere la visione della relazione che lo stesso manager ha consegnato alla Regione.

Sono le decisioni prese questa mattina dal Comitato ristretto dei sindaci della provincia dell’Aquila, competente in materia di sanità, composto dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e dai primi cittadini Gianni Di Pangrazio (Avezzano), Giuseppe Ranalli (Sulmona), Umberto Murolo (Castel di Sangro) e dal vice sindaco di Barisciano Giuseppe Calvisi.

Un accordo, quello di rimandare la decisione su Silveri, che ha evitato al comitato di spaccarsi, viste le forti divergenze che si sono manifestate alla vigilia dell’incontro, con Cialente e il Pd aquilano, da un lato, a chiedere le dimissioni del manager, e i sindaci di Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro a stigmatizzare “lo strapotere decisionale aquilano sulle vicende legate alla sanità, alla Asl, agli ospedali e alle sorti del management della prima azienda sanitaria della regione”.

Assenti alla riunione gli ospiti “eccellenti” che erano attesi, ovvero l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona- L’Aquila, Giancarlo Silveri.

Nel corso dell’incontro si è discusso dei dati relativi alla mobilità attiva e passiva della Asl 1, sui quali nei giorni scontri si è consumato lo scontro feroce tra Silveri e Cialente, risultati comunque buoni a livello nazionale, tanto da piazzare la Asl aquilana al settimo posto nella classifica italiana, con un rapporto positivo tra la percentuale di persone che per curarsi vanno fuori e quelle che arrivano positivo, con rispettivamente il 14,8% e il 19,8%.

Ma Cialente continua a chiedere più chiarezza sui numeri. Dati alla mano, il sindaco spiega che “nel 2012 la mobilità passiva intra-regionale era di 25 milioni, quella attiva di 15, mentre per quella extra regionale la passiva era di 41 e l’attiva di 45”.
 
“Tra i 4 milioni guadagnati e i 10 milioni persi – sottiolinea – sembrerebbe che stiamo perdendo 6 milioni. Il problema che ho posto è che non esistono dati suddivisi per aree e ospedali e senza un’analisi più attenta che li contempli non possiamo capire a fondo i flussi per poter intervenire in maniera efficace. Come possiamo capire dove e chi assumere, se non abbiamo il quadro completo? Il fatto che la Regione non abbia questi dati è grave: mancano anche quelli del 2012 relativi alle attività ambulatoriali”.

“Ho sollevato anche il problema delle guardie mediche – aggiunge – che un decreto ha eliminato nei comuni fino a 3.500 abitanti. Ma non sappiamo quali sono le esigenze reali di queste zone, dovremmo avere i dati di quante sono le chiamate, se ci sono picchi stagionali, ecc. Non si possono operare tagli trasversali a casaccio”.

C’è anche la questione dei numeri delle strutture private. Il primo cittadino di Avezzano, Di Pangrazio, spiega che il Comitato “ha chiesto al responsabile del controllo di gestione della Asl anche di poter scorporare i dati e dividerli tra pubblico e privato e poi per territori”.

Il comitato tornerà a riunirsi dopo Ferragosto, come annuncia Cialente.

Il tempo di esaminare la relazione sugli obiettivi prefissati dalla Regione e rispettati, o meno, da Silveri, per poi esprimere il parere che inciderà sulla verifica della Giunta regionale che cade a 18 mesi dal rinnovo del mandato.