L’AQUILA – Due bandi, dal valore di 2 milioni di euro e di 1,5 milioni di euro, per la fornitura di strumenti e dispositivi medico-chirurgici all’ospedale san Salvatore dell’Aquila, “confezionati su misura”, per favorire “ditte” amiche, a discapito di tutte le altre.
Questo il cuore dell’inchiesta della Procura dell’Aquila, che ha scosso la Asl provinciale dell’Aquila e che ipotizza a vario titolo per due medici e tre amministrativi, i reati di concussione e turbata libertà degli incanti.
Gli indagati saranno interrogati la prossima settimana. L’inchiesta è scattata a seguito di un esposto di un collega dei due medici, che aveva riscontrato gravi e sospette anomalie. e in un secondo momento l’esposto sarebbe stato reiterato anche dal direttore generale, Ferdinando Romano, al quale il medico accusatore aveva fatto pervenire la prima denuncia. e il, manager sarebbe poi intervenuto per bloccare l’iter.
I carabinieri del Nucleo Investigativo hanno effettuato perquisizioni nelle abitazioni degli indagati sequestrando telefoni cellulari e computer, e negli uffici della Asl.






