AVEZZANO – Su 950 ricoveri annuali, nel reparto di geriatria di Avezzano (L’Aquila), circa un terzo dei degenti, in seguito al riacutizzarsi di alcune malattie, è costretto a tornare in ospedale con intervalli medi di 60-90 giorni, con conseguente stress e disorientamento sul fragile equilibrio senile e costi di degenza che oscillano ogni volta tra i 3 mila e i 5mila euro per singolo anziano.
“Ciò è dovuto, per lo più, alla difficoltà di tenere costantemente sotto controllo i parametri vitali una volta che il paziente, uscito dall’ospedale, torna a casa – si legge in una nota della Asl – E così spesso, a ogni riacutizzazione, dovuta per lo più a bronchite cronica e scompenso cardiaco, causata dalla mancanza di un assiduo monitoraggio, il soggetto torna in reparto in condizioni critiche o, come minimo, con un quadro generale peggiorato”.
“Un sistema di ricovero a “porte girevoli” che non solo impatta negativamente sui conti della sanità ma che rende sempre più difficile il lavoro del medico – aggiunge – Per ridurre questa spirale, all’ospedale di Avezzano, nel reparto di geriatria, si è messa mano a un progetto che si nuove nel filone della telemedicina. Tramite un comune smartphone, senza particolari difficoltà di gestione o manovra poiché l’operazione si svolge in modo pressoché automatico e, soprattutto, stando a casa, l’anziano registra i propri valori clinici (come pressione arteriosa, saturazione dell’ossigeno e peso corporeo) e li invia online (con internet) al medico dell’ospedale o di fiducia”.
“Ciò rende possibile il controllo a distanza perché dottori di famiglia e specialisti, a seconda dei casi, possono tenere costantemente sott’occhio i valori clinici senza bisogno di far ricoverare il paziente e avendo così la possibilità di procedere ad aggiustamenti continui della terapia, prevenendo improvvisi cedimenti che diventano poi difficili da fronteggiare”, prosegue la nota.
“Questo progetto – spiega il professor Giovambattista Desideri, direttore della geriatria dell’ospedale di Avezzano – è già in via di elaborazione, con la definizione dei processi tecnologici e dei protocolli di raccordo tra ospedale e territorio. Sarà verosimilmente operativo tra un paio di mesi e riguarderà due malattie, bronchite cronica e scompenso cardiaco, estremamente frequenti nella popolazione anziana. Queste patologie da sole sono responsabili di circa il 25-30% dei ricoveri in ambito geriatrico oltre a rappresentare due comorbidità presenti nella larga maggioranza degli anziani ricoverati. Oltre a ridurre i continui ricoveri, causati dalla riacutizzazione di queste due patologie, la tele medicina ci permette di curare tempestivamente il paziente e dunque di assicurargli una migliore assistenza” .



