L’AQUILA – L’Arcigay “Massimo Consoli” nelle figure del presidente Carla Liberatore, del vice presidente Marthia Ferrieri e del segretario Ramona Ardivoli, esprime solidarietà all’asilo occupato all’Aquila in viale Duca degli Abruzzi, per la vicenda del distacco della corrente elettrica da parte del Comune.
Nonostante la richiesta di un nuovo allaccio presentata all’Enel dai referenti della struttura, gli organi comunali hanno richiesto e ottenuto la sospensione della fornitura di energia.
“Ci giunge notizia – dichiara l’Arcigay nel comunicato – che nell’asilo occupato, punto di aggregazione importante per la vita nella città, siano state svolte varie attività di utilità sociale”.
“La struttura – prosegue la nota – unitamente allo spazio occupato di Casematte nel comprensorio dell’ex ospedale psichiatrico, rappresenta oggi un punto di riferimento estremamente importante per tutta la cittadinanza, offrendo spazi di socializzazione indispensabili a un popolo che per anni dovrà fare i conti con tutti gli aspetti psicologici, pratici e materiali del post-sisma”.
“È auspicabile – continua – anche per continuare a favorire il soggiorno di coloro che presso l’asilo hanno trovato ricovero, non essendo purtroppo in grado di garantirsi un’abitazione a seguito dell’evento sismico del 2009, che il Comune dell’Aquila si adoperi affinché venga immediatamente ripristinato il servizio della corrente elettrica o che l’ente erogatore, Enel, acceleri la burocrazia e favorisca l’allaccio del nuovo contatore in tempi brevi”.
“Con questo – sostiene l’associazione – vogliamo ricordare al Comune e a tutti gli aquilani che presso l’asilo occupato soggiornano alcuni loro concittadini più sfortunati e che sia presso la struttura dell’asilo sia presso la struttura di Casematte vengono talvolta ospitati studenti e studentesse iscritte all’Università, i quali periodicamente hanno necessità di un posto letto e di un pasto caldo per poter svolgere i loro esami”.
Infine, l’Arcigay “Massimo Consoli” dell’Aquila esorta il Comune e i suoi rappresentanti “a ritirare le denunce fatte a carico degli occupatori delle strutture e a far divenire l’asilo occupato e Casematte, delle vere e proprie realtà istituzionalizzate e protette dagli enti locali, considerando l’importanza sociale che hanno già ampiamente dimostrato di rivestire”.
FREZZA: ”L’IMPORTANZA DELL’ASILO”
Uno dei referenti dell’asilo, Stefano Frezza, ha voluto spiegare alcune delle iniziative che fino a oggi sono state svolte dentro la struttura: “L’asilo occupato lo scorso gennaio – afferma – ha fornito tante risposte concrete a quelle esigenze diverse che il Comune dell’Aquila non ha mai saputo affrontare e attualmente ospita in maniera permanente, otto persone sfollate che altrimenti non saprebbero dove andare a vivere, oltre a ospitare di volta in volta, studenti universitari che hanno necessità di soggiornare in città per sostenere gli esami”.
“Sono tantissime le cose interessanti già realizzate dagli occupanti – sostiene Frezza – una sala cinema, una biblioteca, una palestra per arrampicata sportiva, una sala concerti, una sala prove per i gruppi musicali aquilani, un Internet-point. Splendido anche il risultato realizzato grazie al lavoro di tanti volontari che hanno contribuito a ripulire e restituire alla città lo splendido giardino dell’Asilo”.
“Un centinaio di eventi – dice – sono stati già realizzati, fra concerti musicali, rassegne cinematografiche, presentazioni di libri, letture di poesie, incontri assembleari sui temi del lavoro, della precarietà e della ricostruzione della nostra città; oltre a tante cene sociali che rappresentano l’unico modo per finanziare i costi necessari alla gestione dell’occupazione”.
“L’asilo occupato – continua – è stato messo a disposizione di tutti coloro che lo hanno richiesto, contribuendo a far sì che diventasse in poco tempo un luogo aperto a tutta la città. Di grande importanza è stato anche il convegno nazionale organizzato dalle donne della Biblioteca delle donne, del Centro antiviolenza, delle Donne in nero con centinaia di donne arrivate da tutta Italia”.
“Il tutto in maniera completamente gratuita, senza esigere nulla da nessuno. In pochi mesi questo luogo è diventato un punto di riferimento importante in città, l’unico nel centro storico!”, conclude.



