PESCARA – “Mi sorprende il livore della collega Daniela Stati che interviene con una nota dove esplicita una serie di congetture e attacchi sterili verso la mia persona e altri colleghi della maggioranza”.

E’ la replica dell’assessore alle Politiche agricole Mauro Febbo.

“Credo invece, – ha proseguito – viste le numerose assenze ai lavori del consiglio regionale della collega Stati, che la Stati non abbia potuto seguire e capire fino in fondo la vicenda inerente l’Arssa, utilizzando strumentalmente la parola ‘chiusura’. Tant’è che uno degli emendamenti presentati portava anche la sua firma ma, al momento dell’approvazione, è stata incomprensibilmente ritirata”.

“Questo atteggiamento – ha continuato – mi fa pensare ad una posizione ambigua della consigliera sulla vicenda Arssa, ampiamente affrontata e discussa in tutte le sedi opportune. Inoltre, ribadisco per l’ennesima volta che la Marsica non verrà spogliata di nessuna struttura di servizio e di personale. Anzi, ci sarà una riorganizzazione delle competenze visto che questa Direzione non ha mai tralasciato o sottovalutato le potenzialità del Fucino e il lavoro svolto in questi anni dal mio assessorato”.

“Voglio solo ricordare – ha spiegato l’assessore – alcuni degli interventi attuati: lo sviluppo del settore dell’ortofrutta che costituisce il 25% del Pil regionale, i vari progetti relativi alla valorizzazione dei prodotti tipici come la Igp della carota del Fucino, i finanziamenti per gli allevatori sbloccati dopo un incontro avvenuto a Bruxelles solo una settimana fa e, per ultimo, la richiesta di convocare un tavolo nazionale sulla filiera inerente la patata inoltrata al ministro dell’Agricoltura Romano”.

“Quindi – conclude Febbo – mi spiace contraddire la collega Stati ma resto comunque a sua disposizione per illustrare nello specifico la portata degli interventi che il governo regionale sta sviluppando in Abruzzo ed in particolare nella zona della Marsica. Ad ogni buon conto, questa maggioranza e, in particolare l’assessorato che mi onoro di dirigere, ha inaugurato un nuovo modo di gestire le risorse umane ed economiche, chiudendo definitivamente con una gestione fatta di sprechi e finanziamenti a pioggia e creando un nuovo modello di amministazione”.