L’AQUILA – Monitorare passo dopo passo la ricostruzione post-sismica, con una foto scattata da uno smartphone. Progettare in modo partecipato con una app la nuova vocazione degli spazi e degli edifici della città che si trasforma.

Questa l’idea semplice ma ambiziosa di Smartaq, progetto elaborato dagli informatici aquilani Piergiorgio Leocata a Fabio Aceto e che, dopo una lunga gestazione, entrerà in funzione domenica 23 marzo, seppure in versione Beta, quando il primo gruppo di tester volontari cominceranno a sperimentare l’applicazione, e sarà attivato il sito web dove confluiranno tutte le informazioni raccolte.

Leocata spiega ad Abruzzoweb il funzionamento di Smartaq: “Facciamo un esempio: sono un cittadino che passeggia nel centro storico, vedo un palazzo e con il mio smart o iPhone dotati della nostra app, scatto una foto di un edificio. Smartaq calcola in automatico le coordinate gps, l’utente a sua volta può inserire le informazioni più dettagliate, soprattutto lo status di quell’edificio secondo opzioni predefinite, ovvero specificando se è ‘puntellato’, ‘abbattuto’, ‘con cantiere in corso’, ‘agibile’ ‘in corso di demolizione’, ‘abitato’ e così via. Può anche scattare una foto al cartello con le informazioni di cantiere. Grazie a una piattaforma wiki, sarà poi possibile aprire discussioni e commentare lo status di ogni edificio”.

Tutte queste informazioni, raccolte da centiania di cittadini, confluiscono nel sito internet www.smartaq.it e saranno visualizzate in una mappa dell’intero cratere sismico, con pin colorati a seconda dello status di ricostruzione di ciascun edificio. Una mappatura che sarà costantemente aggiornata con le ulteriori segnalazioni. Si potranno in questo modo elaborare trend dinamici del ritmo dei lavori negli anni a venire. Con Smartaq si otterrà insomma una visualizzazione immediata della città in ricostruzione, senza più dover contare le gru, o affidarsi a impressioni soggettive.

“Una visualizzione – sottolinea Leocata – dello status della ricostruzione reale, effettiva, e non quella che risulta dai crono-programmi ufficiali e dai dati forniti dagli uffici speciali e dai vari politici

Una differenza di non poco conto: ci sono palazzi che formalmente sono già in fase di cantiere, ma di fatto i lavori ancora non iniziano, per ritardi di varia natura. Oppure palazzi dove i lavori erano cominciati ma poi si sono fermati. E altri edifici considerati agibili, ma che non sono abitati perché ad esempio non sono stati allacciati ancora i servizi. Sarà insomma il cittadino, attraverso Smartaq il vero protagonista del monitoraggio della ricostruzione.

Sarà frutto del suo impegno, sarà condiviso e partecipato, sarà attuale, ma soprattutto sarà in grado di rendere immediatamente il senso della realtà in cui grava il territorio. Per troppo tempo abbiamo assistito a territori immaginati, ricostruiti su carta, ma l’occhio di chi osserva è concreto e la sua risposta è essenzialmente il punto di vista fondamentale”.

C’è poi il secondo obiettivo di Smartaq: consentire ai cittadini di incidere realmente sul processo della nuova urbanizzazione del territorio, individuare edifici o spazi che in passato avevano una precisa funzione (attualmente inadeguata) e di costruirci un progetto, un’idea che li renda utili alla città di oggi.

“Facciamo l’esempio di un scuola agibile in un centro storico. Poiché molti poli scolastici sono stati delocalizzati si potrebbe immaginare un cambio di destinazione d’uso. Con Smartaq sarà pertanto possibile avviare una consultazione, un concorso di idee, una riflessione collettiva e in tempo reale sui nuovi assetti urbanistici della città.”

Sperando poi che i decisori politici siano altrettanto “smart”, prendendo in seria considerazione le indicazioni concrete dei cittadini.

Per chi volesse diventare tester volontario basta scrivere a [email protected]  Filippo Tronca