LANCIANO – “Si tratta di atti di concussione reiterati nel tempo, fatti accertati dal 2008 al 2011 – ha sottolineato il titolare dell’inchiesta, Rosaria Vecchi – l’agente si comportava seguendo lo stesso modus operandi, nei comuni di Perano, Tornareccio, Lanciano, Palombaro e Lama dei Peligni. Visitava esercizi commerciali, ristoranti, gallerie d’arte, macellerie, facendo intendere quali fossero le ‘potenzialità’ dell’attività della guardia di finanza”.
“Elevava una contravvenzione regolarmente, per far capire quali sarebbero state le conseguenze di continui controlli fiscali – ha spiegato la Vecchi – Induceva così timore nel commerciante che finiva per accondiscendere alla richieste dell’agente, che tornava da solo e fuori servizio nell’esercizio commerciale: venivano offerte merci svariate, forniture di carni di notevoli importi, cene non pagate in compagnia di altre persone. L’indagato accertava in questo modo che il commerciante era in regola dal punto di vista fiscale e lasciava intendere che l’accordo era raggiunto”.
L’agente, al momento sospeso dall’attività, è accusato di concussione continuata dal 2008 al 2011 e di falso per distruzione di un atto pubblico, in quanto in un caso avrebbe soppresso un verbale che comportava la chiusura di un esercizio commerciale, giunto alla terza contravvenzione.
“Il militare destinatario della custodia cautelare negli ultimi due anni era assegnato a compiti di uffici, mentre prima operava all’esterno”, ha detto il comandante della Guardia di Finanza di Chieti, Paolo D’Amata, affiancato dal comandante della Polizia Tributaria di Chieti, Gabriele Miseri e dal comandante della tenenza di Lanciano, Marta Compagnone.
“I commercianti – ha aggiunto – sanno questo, che si tratta di una singola persona: i verbali legali si fanno in due, non da soli, essendo solo un indagato vuol dire che l’agente operava in solitudine. La Guardia di Finanza è un Corpo sano, che fa un lavoro oscuro importantissimo, oggi siamo fieri di essere seduti qui al fianco del procuratore. La nostra collaborazione, in particolare quella della tenenza di Lanciano, è stata fondamentale per questa inchiesta”.
Le indagini, partite nella primavera del 2011, si sono avvalse di “tutti i mezzi che la polizia giudiziaria utilizza in questi casi”: intercettazioni, video e testimonianze di sei commercianti.
“Non è mai piacevole annunciare l’arresto di un pubblico ufficiale che avrebbe un obbligo di fedeltà nei confronti della procura e dello Stato, ma è ferma intenzione di questa procura perseguire i comportamenti scorretti dei pubblici ufficiali”, ha concluso il sostituto procuratore Vecchi.





