TERAMO – “La vecchia sede di Piazza Martiri Pennesi, a Teramo, non è affatto inagibile, come dichiarato dal direttore generale Maurizio Dionisio. In caso contrario, infatti, sarebbe necessario spiegare, insieme al precedente direttore generale, come sia stato possibile far rientrare i dipendenti nella struttura nel maggio 2017 e consentire loro di lavorare al suo interno fino al trasferimento presso la nuova sede di Sant’Atto, avvenuto nel gennaio 2026″.
A precisarlo, in una nota, Matteo Di Francesco, componente Rrsu Arpa Abruzzo, in merito alle dichiarazioni rilasciate ad AbruzzoWeb dal direttore generale Dionisio (Qui il link)
“La vecchia sede è tuttora agibile – aggiunge -, come riportato nella scheda AeDES (Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica), redatta dalla Protezione Civile, dopo l’esecuzione di lavori di messa in sicurezza. La struttura presenta però un indice di vulnerabilità sismica basso, pari a 0,11. Proprio per questo, nel 2018, fu redatto da un professionista incaricato dall’allora Arta un ‘Progetto di fattibilità tecnico economica’ relativo ai lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’immobile”.
“Da quello studio emersero tre diverse ipotesi: la prima prevedeva la ristrutturazione dell’edificio con il rinforzo del telaio in cemento armato; la seconda contemplava la realizzazione di un sistema di isolamento alla base; la terza, invece, prevedeva la demolizione e la ricostruzione del fabbricato. Sulla base delle valutazioni effettuate dal professionista incaricato, che naturalmente non mi permetto di contestare, l’ipotesi ritenuta più conveniente è risultata essere la terza”.
“Va bene, dunque, la decisione di procedere con la demolizione e la ricostruzione. Quello che chiedo, però, è che vi siano finalmente certezze sia sul luogo in cui verrà realizzata la nuova sede sia sulle tempistiche dell’intervento. È infatti ormai quasi un anno e mezzo che Arpa sostiene un consistente canone di affitto per una struttura di proprietà privata e, ad oggi, non è stato ancora pubblicato nemmeno il bando di gara per l’affidamento dei lavori di demolizione”.
“Il rischio, sempre più concreto, è quello di rimanere a tempo indeterminato in una struttura in affitto o, peggio ancora, di arrivare a ipotizzarne l’acquisto. E questa sì che sarebbe una scelta contraria all’interesse pubblico. Un’eventualità che, qualora dovesse concretizzarsi, contrasterò con tutte le mie forze”, conclude la nota.





