L’AQUILA – “Ho stampato il suo sorriso quando è venuto a firmare le dimissioni dal call center per andare a lavorare all’estero. Ci siamo salutati con un grosso in bocca al lupo, purtroppo il suo destino si è compiuto diversamente”.
Così Angela Alfonsi, responsabile dell’ufficio del personale del call center aquilano Ecare, racconta ad AbruzzoWeb il dolore suo e degli ex colleghi di Francesco Leccese, dopo aver appreso della morte improvvisa e a quanto pare violenta del 21 enne aquilano a Birmingham in Inghilterra, dove lavorava come croupier.
“Ha lavorato con noi fino a ottobre del 2013, lo conosciamo bene, un ragazzo molto solare, veramente bravo dal punto di vista lavorativo e aperto con i colleghi – ricorda la Alfonsi – Siamo rimasti senza parole. Aveva un contratto di apprendistato con noi, si è dimesso proprio per l’opportunità di lavorare all’estero e fare un lavoro che gli piaceva. Ha inseguito un suo sogno”.
“La cosa che più ci ha colpito è il fatto che un ragazzo mite, solare, aperto, allegro come lui sia rimasto coinvolto in questa circostanza drammatica – prosegue ancora in riferimento all’ipotesi sempre più probabile di un omicidio – Non ci si può che immedesimare anche nella famiglia e nei genitori, per una persona come Francesco queste circostanze terribili sono quanto di più lontano”.
“Siamo tutti vicini, io e i colleghi, alla famiglia, con il pensiero e con la preghiera”, conclude la Alfonsi. (alb.or.)





