L’AQUILA – Aveva fatto ricorso contro l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza del liceo socio-pedagogico “Benedetto Croce” di Avezzano ma i tempi della giustizia sono stati più lunghi di quelli del regime emergenziale post-terremoto del 2009, così la sentenza del Tar che nel 2016 le dava ragione è arrivata a cantiere oramai nel vivo.
Lo stesso tribunale amministrativo, che aveva annullato l’affidamento alla Costruzioni Metalliche prefabbricate Srl, nei giorni scorsi ha emesso una nuova sentenza con cui condanna la Provincia dell’Aquila, stazione appaltante, a risarcire circa un milione di euro la ditta I Platani, srl dell’imprenditore aquilano Luigi Palmerini.
L’appalto, bandito dalla Provincia dell’Aquila, era finito sotto le attenzioni della Procura della repubblica dell’Aquila con una inchiesta che dopo il terremoto ha fatto molto rumore.
“Il Tar nel 2016 aveva stabilito i criteri per la quantificazione del danno”, spiega l’avvocato Fausto Corti, legale dei Platani, “ma la Provincia non ha mai fatto appello e non ha mai risposto alle proposte fatte dall’azienda per la quantificazione condivisa prevista dal processo amministrativo, a quel punto abbiamo fatto ricorso per inottemperanza, chiedendo al Tar di quantificare l’ammontare del danno”.
I giudici amministrativi (Antonio Amicuzzi presidente, Paola Anna Gemma Di Cesare consigliere e Mario Gabriele Perpetuini primo referendario ed estensore), hanno così condannato l’Ente, oggi guidato da Angelo Caruso, per “lucro cessante”, stabilendo la trasmissione della sentenza alla Procura regionale della Corte dei conti per la valutazione dell’eventuale danno erariale.
I lavori sul liceo “Benedetto Croce”, per un ammontare di circa 6,7 milioni di euro, sono stati portati a termine dalla Costruzioni Metalliche, ditta che, secondo l’avvocato Corti, “non aveva presentato alcuni documenti previsti dal bando a pena di esclusione”.
La Provincia dovrà dunque versare la somma di 502.354 euro a titolo di lucro cessante e la somma di 27.008 euro a titolo di danno curricolare. La somma tocca il milione di euro con la rivalutazione monetaria.



