PESCARA – “La promozione sistematica di una crescita economica durevole è senza dubbio motivo di giusto vanto per una comunità; per questo reputiamo che non è una proposta soddisfacente, poiché contingente e sintomo di navigazione a vista, il nuovo appello comunale ai negozianti per il rilancio delle aperture serali puntando sullo shopping notturno estivo nel tentativo di sfruttare il flusso turistico stagionale tanto nei giorni feriali quanto in quelli festivi e prefestivi. Il nostro scetticismo non è tanto nel merito specifico delle possibili aperture serali, quanto delle questioni strutturali del commercio in città”.

Così il coordinatore di Italexit Pescara, Marius Creati, che si è detto scettico rispetto alle aperture estive extra-orario in città.

Per il partito di Paragone, si legge in una nota, “occorrono misure strutturali a favore del commercio pescarese”, inoltre, “il carovita ha segnato negativamente l’estate 2023 e le attrattive della città da valorizzare ci sono, ma tra queste non figura il commercio, talmente in crisi da non garantire alcun apporto all’incremento turistico”.

“Non è con calcoli a corto respiro ispirati a una giuliva aspettativa ideologica – osserva il responsabile pescarese del partito di Paragone – che si induce un trapasso culturale e mentale in una città che si vorrebbe in crescita; sono invece necessari cambiamenti sostanziali, strategici, gli unici capaci di incidere sulla realtà. Non si possono invece spacciare per svolte strategiche iniziative mal ponderate e del tutto estemporanee”.

“Il carovita, il caro carburante e il caro prezzi generale – annota Creati – hanno concorso a un calo nazionale del turismo italiano estivo fra il 20 e il 30 per cento, con un incremento del turismo straniero in Italia fermo a un poco incoraggiante 4 per cento secondo quanto dichiarava giorni fa Federturismo al Sole 24 Ore. Sostanzialmente la stagione estiva è trascorsa in affanno, ragion per cui anche l’andamento economico delle attività commerciali pescaresi è travagliato. A questo quadro scoraggiante si aggiunga il disagio economico subito dai cittadini pescaresi e abruzzesi in generale dovuto all’aumento del costo della vita nonostante l’inflazione si sia attestata sul 6 per cento circa, figura inferiore alle previsioni più catastrofiche ma pur sempre preoccupante per le sorti del potere d’acquisto delle famiglie”.

“Alla spirale impazzita dei prezzi dei prodotti all’ingrosso con proporzionate conseguenze su quelli al dettaglio si deve infatti una crisi che coinvolge proprio tutti, dai commercianti e esercenti ai consumatori. Ma non è finita: il rincaro dei prezzi alla vendita sale talvolta in perfetta cabrata grazie, si fa per dire, ai paralleli aumenti delle utenze e degli altri servizi obbligatori a carico dei commercianti. Figure consistenti, che incidono già sui costi nelle normali ore di apertura; destinati semmai a salire per via del caro-tutto nell’ipotesi di apertura protratta nelle ore serali e notturne senza la garanzia, come si spiega più sotto, di un incremento di incassi e guadagni come corrispettivo dell’extra-orario”.

“L’incremento dei prezzi – spiega Creati – penalizza il commercio cittadino a favore degli affari dei grandi centri commerciali situati nelle zone appena fuori città, anch’essi comunque in difficoltà, che determina un rallentamento notevole sulla corsa agli acquisti in loco, questa penalizzata ulteriormente dai cantieri per opere ancora incompiute in alcune zone nodali del centro e di Porta Nuova, a loro volta private oltretutto di quell’incentivo promozionale alle aperture serali che sarebbe costituito da manifestazioni ed eventi mirati”.

“In Abruzzo – aggiunge ancora il coordinatore di Pescara di Italexit – il turismo è da tempo altalenante e la stessa Pescara ne risente il contraccolpo. Benché scontato, l’aumento (sostanziale o presunto) del turismo estivo di quest’anno rispetto al 2022 è indubbiamente un segnale di ripresa, ma non bisogna tralasciare l’aumento considerevole dei prezzi (talvolta al di sopra del 30 per cento) rispetto ad altri territori, quadro peggiorato dall’attitudine di alberghi e pensioni ad accettare soltanto prenotazioni per almeno tre notti, una tendenza rilevata lo scorso luglio da CNA Turismo Abruzzo. Questo meccanismo comporta prezzi alti e limitazioni alla presenza turistica, cui consegue per la legge dei grandi numeri la scarsa, o almeno marginale, disponibilità a trascorrere le vacanze andando per negozi in una città come Pescara. Un incremento del turismo non avviene casualmente, dunque è consigliabile essere prudenti ed evitare fughe in avanti: per esempio, è già evidente che un boom di richieste d’informazione all”Info Point Urban Box’ non si traduce in effettive prenotazioni; il turista straniero preferisce visitare in modalità mordi-e-fuggi luoghi di interesse artistico e culturale in città e in provincia, anziché dedicarsi allo shopping serale”.

“Per riassumere – conclude Creati – l’apertura serale in aggiunta a quella diurna è un abbaglio da evitare. Le uniche certezze sarebbero le spese infruttuose a carico dei negozianti in termini di maggiori consumi di energia elettrica e di straordinari a favore dei dipendenti, la cui flessibilità andrebbe comunque remunerata. In altre parole: un danno economico secco”.