L’AQUILA – “Deve rilevarsi come la situazione complessiva, pur non presentando fenomeni endemici e diffusi di criminalità, anche grazie alla efficace azione delle Forze dell’Ordine, e all’elevato senso civico che contraddistingue la popolazione di questa Regione, va tenuta sotto costante controllo onde prevenire e contrastare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata, in specie di stampo camorristico o della c.d. “quarta mafia” foggiana, che già manifesta l’attenzione al nostro territorio, con particolare riguardo al Sulmonese ed al Vastese”.

Lo ha detto il procuratore generale presso la corte di Appello, Alessandro Mancini, in occasione delle cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che si è tenuto nell’aula magna del palazzo di giustizia dell’Aquila.

“L’Abruzzo non registra forme di criminalità organizzata autoctone, ma non è immune dalla presenza e operatività delle mafie, come emerge dalla relazione 2024 della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), che evidenzia una dinamica criminale silente e immune, per ora, da azioni violente, interessata, in particolare, agli appalti pubblici”. La stessa fonte indica la presenza delle principali organizzazioni mafiose italiane. camorra, ‘ndrangheta e mafia foggiana che, pur non non risultando radicate con strutture stabili in Abruzzo, agiscono tuttavia per lo più in modo “diffuso e intermittente”, con illecite finalità economico-finanziarie, orientate verso le zone costiere di Pescara e Chieti”.

“I settori a rischio”, ha detto ancora Mancini, “sono numerosi e riguardano in particolare la ristorazione, l’edilizia, la logistica ed i servizi ambientali, quali la gestione abusiva dei rifiuti. Il caso più emblematico riguarda l’infiltrazione mafiosa nei subappalti pubblici, con imprese intestate a prestanome riconducibili a sodalizi criminali: in tale direzione la Prefettura dell’Aquila, ad esempio, ha emesso diverse interdittive antimafia nel corso del semestre, a dimostrazione della vigilanza sul fenomeno. Nel 2025, secondo i dati tratti da fonti ISTAT, dalla Direzione Investigativa Antimafia e del Ministero degli Interni, riguardanti i delitti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia, la criminalità in Abruzzo si rivela sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma con una crescente percezione di insicurezza tra i cittadini. Pescara risulta la provincia più colpita, posizionandosi al 31° posto in Italia, seguita da Teramo (53ª) e Chieti, con un sensibile incremento delle truffe digitali e dei reati predatori. In particolare, in base ai dati del 2025, riferiti al 2024”.

Non è certamente mancato un passaggio  in relazione il fenomeno dei maltrattamenti.

“Nel quadro dei reati contro la persona” si legge nella relazione di Mancini,  “particolare attenzione viene rivolta alla tutela delle cosiddette fasce “vulnerabili” e al fenomeno della “violenza di genere”, che sfocia in condotte, sempre più frequenti, di particolare allarme sociale, quali “maltrattamenti”, stalking e “femminicidi”, quest’ultimi non registratisi nel periodo in esame. Il fenomeno, pur registrando una riduzione (20% in meno nel primo semestre 2025) mantiene una salda consistenza nonostante l’attenzione e la tempestività degli interventi di forze dell’ordine e magistratura. Basti considerare che la preponderante parte delle misure cautelari richieste riguardano reati facenti parte del cd Codice Rosso: nonostante l’opera di sensibilizzazione e l’impegno 13 profuso in materia dalle istituzioni e dalle associazioni antiviolenza, i dati statistici restituiscono una situazione di disarmante gravità”.

“È auspicabile che la partecipazione alla consultazione popolare sia la più ampia possibile e che il voto sia espressione di un’opinione il più possibile informata e consapevole”. Così il presidente facente funzioni della Corte d’appello dell’Aquila, Fabrizio Riga, parlando della riforma della giustizia e del referendum, nella relazione sull’amministrazione della Giustizia in Abruzzo, presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila. “Non essendo previsto alcun quorum, una scarsa partecipazione finirebbe per delegare a pochi una scelta che interessa tutti, mentre un voto non informato finirebbe inevitabilmente per essere condizionato da moventi e considerazioni che prescindono dai contenuti della riforma” ha continuato Riga. Nel merito, il magistrato ha sottolineato che “molto è stato già detto in occasione dell’inaugurazione dello scorso anno giudiziario. Personalmente, condivido pienamente le considerazioni espresse in tale occasione dal collega Aldo Manfredi: certamente rassicura, nell’impianto della riforma, la piena conferma dell’autonomia e indipendenza della magistratura, la quale, nel suo insieme, giudicante e requirente, resta un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (in questi termini continua ad esprimersi il riformato art. 104 Cost.). Preoccupa, tuttavia, il rischio che il P.M. perda la cultura della giurisdizione, cessando di essere quella ‘parte imparziale’, come è stato definito con un felice ossimoro, che è giusto che sia, parte in quanto tale è il suo ruolo in un processo di tipo accusatorio, imparziale in quanto espressione di una pubblica funzione e non di interessi privati”.

Comunque, pur  a fronte di organici scopeeri ci sono buoni risultati: “A fronte dell’unico obiettivo previsto dal PNRR a livello nazionale, con riferimento alla Giustizia penale (riduzione, entro il 30.6.2026, del 25% della durata media dei 20 procedimenti – c.d. disposition time – rispetto alla baseline del 2019)”, ha osservato il magistrato, “deve segnalarsi, nonostante l’evidenziata diminuzione delle definizioni, il positivo risultato raggiunto dalla Sezione, che ha registrato ancora una volta una significativa riduzione del disposition time, sceso del 44% rispetto alla baseline 2019 (da 637 a 352 giorni), di fatto raggiungendo e superando l’obiettivo PNRR relativo al settore penale”.

Alla cerimonia sono intervenuti anche Ernesto Carbone in rappresentanza del Csm,  Ernesto Capolillo, direttore generale del trattamento dei detenuti del Dap, il presidente dell’Ordine distrettuale degli avvocati dell’Aquila, Maurizio Capri,  Virginia Scalera, segretaria esecitiva dell’Anm Abruzzo, Roberta D’Avolio (Associazione donne magistrato italiane), Federico Squartecchia (Organismo congressuale Forense), Claudio Cottatellucci (Magistrati per i minorenni), Giampaolo Di Marco (Associazione nazionale Forense), Marzia Lombardo (Associazione giovani avvocati), Rosalba Natali (Dirigenti giustizia), Silvia Cesarina Stornelli (Magistrati onorari), Andrea Di Marco ((Consulta magistratura onoraria).