L’AQUILA – Con l’aumento del fenomeno estivo dell’abbandono dei cani, torna d’attualità in questi mesi il problema della pericolosità dell’attraversamento degli animali anche selvatici, sempre più frequente nelle autostrade abruzzesi.

“Gli animali selvatici ma anche i cani non necessariamente abbandonati, infatti, spesso riescono ad accedere sulle arterie autostradali tramite fessure o piccole falle nelle recinzioni –  spiega il medico veterinario Cristiana Graziani di Animalisti italiani – E questo è ormai diventato un problema dilagante cui bisogna porre subito riparo”.

Nonostante le manutenzioni e i controlli periodici sulle recinzioni da parte di Strada dei Parchi, sono sempre più frequenti infatti i casi di attraversamento di caprioli, tassi e volpi che mettono in pericolo l’incolumità degli stessi automobilisti che viaggiano spesso a velocità sostenute.

Ultimo in ordine di tempo, il caso di un automobilista che circa due settimane fa ha investito un cinghiale sulla autostrada A24 all’altezza di Colledara (Teramo).

Eclatante fu il caso dell’automobilista che investì un orso nell’aprile del 2013, sull’autostrada A24 all’altezza dello svincolo di Tornimparte (L’Aquila).

Di recente, inoltre, una mucca è stata recuperata sempre sulla A24, nei pressi del casello di Assergi.

“E’ diventata ormai una necessità migliorare la convivenza tra la fauna selvatica e le strade, partendo dal principio fondamentale che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e che quindi gli animali selvatici rientrano nello status di bene prezioso per la collettività – aggiunge – Occorre intervenire drasticamente con l’attuazione di progetti e piani di sviluppo anche in virtù del fatto che l’Abruzzo è la prima  regione dei parchi, la più ricca e verde d’Italia e che quindi appare inverosimile che ancora non siano stati ripristinati i corridoi ecologici che prevengono collisioni tra animali selvatici ed autoveicoli, purtroppo spesso a discapito di  lupi, volpi, caprioli e cervi con conseguente danno all’equilibrio ambientale”.

La veterinaria chiede uno sforzo comune di “Regione, Provincia, ente Parco e Società autostrade affinché si tutelino le persone e gli animali selvatici”.

“Sarebbe opportuno stimolare la classe politica regionale e sensibilizzarla al problema che imperversa già da diversi anni grazie alla realizzazione o messa in pratica dei piani di prevenzione e sicurezza stradale indindividuando i punti a maggior rischio di incidenti stradali – puntualizza la veterinaria – operando poi nella costruzione di sottopassi o sovrappassi ecologici che consentano agli animali di proteggersi dalle strade ad alta percorribilità, e anche grazie all’ installazione di segnaletica luminosa, dispositivi ottici riflettenti, e in ultimo alla manutenzione delle recinzioni e delle barriere che dividono i percorsi autostradali dalle aree interne”.