L’AQUILA – Sbloccando una paralisi che durava da settimane, è stato trovato oggi in un vertice serale l’accordo sui nuovi ingressi in seno alla squadra aquilana di sei consiglieri dell’Associazione nazionale costruttori edile (Ance) provinciale.
Il sestetto dovrà essere ratificato nella riunione provinciale che sarà fissata nei prossimi giorni, ma sembra scongiurato il rischio di andare alle elezioni anticipate per il rinnovo degli organi, che scadrebbero tra un anno, con la sostituzione dei due consiglieri dimissionari, Ettore Barattelli (quest’ultimo ha lasciato anche la vice presidenza) e Giulio Vittorini.
A sostituirli saranno Danilo Taddei, amministratore delegato della Taddei spa, società direttiva nazionale e internazionale del gruppo Edimo, e il “veterano” Salvatore Petrilli (82 anni), già presidente dell’Aquila Calcio.
I sei consiglieri aquilani saranno quindi Stefano Cipriani, in corsa anche per la vice presidenza, Armido Frezza, Gaetano Serafino, Aldo Del Beato, Taddei e Petrilli. Indicati anche i nomi degli invitati permanenti, che saranno Italo Albani e Luigi Palmerini.
L’accordo sul sestetto viene considerato un segnale importante di compattezza del fronte aquilano, dopo settimane di impasse. Un fronte rafforzato dall’ingresso delle realtà imprenditoriali più importanti del settore.
Quello che si auspica è un cambio di marcia, per dare ai costruttori finalmente l’immagine di un’associazione vera, impegnata sul campo a rappresentare le istanze della categoria sui tavoli istituzionali e nella collettività.
L’intenzione degli aquilani è ora quella di trattare per trovare un accordo con i colleghi di Sulmona/Alto Sangro e Avezzano, per poter piazzare un rappresentante del capoluogo alla presidenza, recentemente lasciata da Filiberto Cicchetti.
Missione che potrebbe essere centrata: i sei consiglieri della Marsica e i sei di Sulmona e dell’Alto Sagro (il consiglio è composto da 18 imprenditori: sei per ciascun territorio provinciale) hanno fatto trapelare la volontà di continuare fino alla scadenza naturale, lasciando ai consiglieri e alla base degli aquilani la responsabilità di indicare il nuovo presidente, il nuovo vice e i nuovi consiglieri.
Su questo tema c’è molta prudenza, ma secondo alcune voci la trattativa potrebbe andare in porto sul nome del costruttore Giovanni Frattale.
Quello che è certo è che per l’Ance provinciale ogni giorno è prezioso. Dopo essere stata praticamente assente nei tavoli istituzionali per tutta la fase successiva al devastante terremoto del 6 aprile 2009, l’associazione si trova con i vertici decapitati proprio in un momento decisivo per la ricostruzione, con i primi passi per cominciare quella “pesante”, la più ponderosa ma anche la più redditizia per le imprese.
E così si fa più grave il sentimento di sfiducia da parte degli imprenditori aquilani che non si sentono assolutamente rappresentati; conseguentemente si allarga il fronte della protesta, mobilitazione che nei mesi scorsi è stata rappresentata con esposti e dimissioni.
Sono molte le tematiche che hanno visto assente l’Ance dell’Aquila: la revisione del prezziario regionale sulla fibra di carbonio, il dibattito su contributo e indennizzo, la difesa delle aziende del territorio nella ricostruzione e l’assolta mancanza di interlocuzione con i tavoli istituzionali.
Da premettere che l’ex vice presidente Barattelli si è dimesso dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta sugli appalti del G8 dell’Aquila e della ricostruzione, in particolare come presidente del consorzio Federico II.
Simile quello che è accaduto all’ex presidente Cicchetti, coinvolto nello scandalo del consorzio Leonardo, che per un anno ha operato in condizioni di vantaggio illegittimo e non giustificato, perché al suo interno, violando il regolamento dell’Ance, figuravano alcuni dei massimi dirigenti dell’associazione, tra cui egli stesso.






