L’AQUILA – Spunta un “buco” di 800 mila euro nelle casse dell’Associazione costruttori (Ance) provinciale, nato per colpa dei morosi che non versano anche da anni le quote associative: anche se è un problema annoso, un neo della gestione-Frattale arrivata al termine con un bilancio comunque ritenuto positivo.
La bega, tra l’altro, può avere ripercussioni anche sulle elezioni del nuovo presidente in programma tra poco meno di un mese, restringendo la platea degli elettori a quei pochi che sono in regola con i pagamenti.
Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb da fonti interne all’associazione, dei 400 imprenditori nel complesso in tutto il territorio provinciale, ben 280 sono i morosi, che hanno appunto portato il bottino dei fondi da recuperare vicino a sfondare la soglia del milione.
In tal senso, i primi contenziosi legali sarebbero pronti a partire proprio in questi giorni dopo le lettere inviate fin dagli scorsi mesi dall’ufficio del tesoriere, Mauro D’Intino.
Le morosità nascono, nei casi più incalliti, dal 2010, e al vertice della graduatoria di chi deve ripianare il buco ci sono costruttori che, negli anni, hanno “dimenticato” di versare fino a 66 mila euro ciascuno. Persone che, pur non essendo in pari con i pagamenti, si permettono anche di fare la voce grossa nelle riunioni, denunciano alcune fonti dell’Ance.
Il contributo della quota associativa si calcola sulla base di un fisso di 650 euro all’anno per iscritto, e viene poi integrato da una somma variabile per ognuno e corrispondente allo 0,01% del fatturato di quell’anno.
A quanto pare il fenomeno del non pagare è diffuso soprattutto tra i piccoli imprenditori, e in quest’ambito, sempre da quanto appreso, la gestione del presidente uscente dopo due mandati e 6 anni di governo, Gianni Frattale, e del direttore, Francesco Manni, avrebbe chiuso spesso un occhio, attivando troppo tardi il recupero.
Una strategia forse messa in atto, da quanto trapela, per contenere il malcontento delle imprese minori nato dopo scelte strategiche che hanno scarsamente coinvolto i “piccoli”, come accusato da alcuni loro rappresentanti.
Adesso è partita l’operazione rientro, una corsa contro il tempo perché chi non è in regola non può partecipare alle elezioni dei nuovi vertici che ci saranno nell’assemblea convocata per il prossimo 22 ottobre.
Il calendario fissa al 10 ottobre il termine per regolarizzare le posizioni ed essere ammessi a pieno titolo nell’elettorato attivo, un elenco già scarno perché, sulla base degli accordi già presi, il presidente provinciale lo eleggerà solo la Territoriale del capoluogo, mentre i soli iscritti di Sulmona sceglieranno la guida del Centro paritetico territoriale, confermando il loro conterraneo Gianni Cirillo, e allo stesso modo faranno quelli di Avezzano con la Cassa edile, mantenendo il marsicano Paolo Salciccia.
Con questo criterio gli elettori si restringono già a 120, e di questi in regola con i pagamenti ci sono non più di 40-50 persone.
Troppo poche per portare a termine il difficile compito di scegliere il successore di Frattale, con il duello ancora in corso tra quello che era il successore designato, Stefano Cipriani, tra l’altro attuale vice presidente e, quindi, al corrente della cosa, e il candidato spuntato in seguito, Ettore Barattelli, che punta al sorpasso contando sull’appoggio di alcuni pezzi da 90 dell’associazione.
Una tegola, rimasta fin qui riservata, che si aggiunge a complicare ancor più il quadro di un’elezione caratterizzata da divisioni e polemiche, che al di là del danno economico potrebbe andare anche a costituire un buco di democrazia. (alb.or. – b.s.)






