L’AQUILA – Scoppia un nuovo bubbone all’interno dell’Associazione nazionale costruttori edili della provincia dell’Aquila, che si riunisce sabato in un’assemblea decisiva per il prossimo futuro.

Dopo il consorzio Federico II, coinvolto nelle indagini sugli appalti G8 e ricostruzione e spesso citato come fosse uno spauracchio, ne spunta un altro: il consorzio Leonardo, fondato dall’imprenditore Gabriele Gravina, ex patron del Castel di Sangro, che per un anno ha operato in condizioni di vantaggio illegittimo e non giustificato, perché al suo interno (violando il regolamento dell’associazione) figuravano alcuni dei massimi dirigenti dell’Ance, tra cui il presidente, Filiberto Cicchetti.

Il caso arriva in un periodo di crescente malcontento verso la governance provinciale dell’Ance, che dopo una serie di dimissioni dal consiglio direttivo, di lettere, esposti e polemiche, ha portato lo stesso Cicchetti ad arrendersi: il presidente ha infatti annunciato che nella riunione di domani passerà la mano, rassegnando le sue dimissioni.

Altre bordate sulla dirigenza Ance e su Cicchetti arrivano da Gianni Frattale, costruttore aquilano presidente della ditta Edilfrair, che ha spiegato di non volere incarichi con questi vertici, invitando a dimettersi tutti.

IL CASO DEL CONSORZIO ”LEONARDO”

Più di un imprenditore del Leonardo era presente nella giunta e nel consiglio direttivo dell’Ance, una gravissima violazione dello statuto dell’associazione. Dell’incompatibilità non è stato informato il consiglio e la posizione è stata regolarizzata solo dopo un anno, all’insaputa di tutti, con l’uscita dei soci in posizione incompatibile.

Ma intanto, dall’aprile del 2009 al maggio del 2010, il consorzio ha acquisito appalti e commesse legate al G8 e alla ricostruzione.

Ora che il vento della crisi soffia forte sull’associazione, è venuta però a galla una realtà destinata a determinare altre polemiche e un ulteriore calo di immagine. Infatti, un gruppo di costruttori, che rimane operò anonimo, ha denunciato il misfatto.

Molto grave che tra i componenti del “Leonardo” ci sia il presidente Ance, Cicchetti, messo già sulla graticola da più di un collega per la latitanza dell’associazione nella rappresentanza degli interessi della categoria nelle difficili e complesse fasi della ricostruzione e invitato a gran voce a dimettersi: un invito che ha deciso di seguire.

I soci del “Leonardo”, spiegano gli insorti, violano l’articolo 18 dell’associazione, che infatti recita: “Contitolari o compartecipi di un’unica impresa associata non possono far parte contemporaneamente del consiglio direttivo”.

Contiene nomi eccellenti la lista dei componenti del consorzio, costituito inizialmente da Gravina, oggi capo delegazione della nazionale Under 21, già sospettato di evasione fiscale poiché è presente nella lista dei presunti intestatari di conti correnti bancari a San Marino, nello specifico cliente del conte Enrico Maria Pasquini, titolare della San Marino investimenti (Smi Bank).

Tra gli altri soci ci sono la Molisana inerti conglomerati (Mic) dello stesso Gravina, Alma-Cis Srl di Enrico Marramiero; Ricci Guido Srl di Guido Ricci, di cui è socio Enrico Ricci, attuale presidente onorario Ance, già ex presidente e invitato in giunta; Zappa Benedetto Srl di Benedetto ed Edoardo Zappa, quest’ultimo presidente vicario dell’Ance; Solage Srl di Roberto Di Marco, consigliere Ance; Lino Mascitti&figli Srl di Gianfranco Mascitti, che fa riferimento a Goffredo Mascitti, attuale presidente della Cassa edile; e la Edil 2000 Srl di Vincenzo Cucchiella e appunto Filiberto Cicchetti.

Alla luce di questo vulnus, oltre che quelle di Cicchetti gli insorti hanno chiesto le dimissioni dell’intero consiglio direttivo, palesando pubblicamente uno scontento nei confronti dei vertici provinciali che montava da tempo.

La sfiducia pubblica che covava da tempo nell’associazione, è emersa in maniera fragorosa con le dimissioni-bomba di Giulio Vittorini da consigliere, proseguendo con alcune lettere di imprenditori, come quella di Luigi Palmerini, con esposti e con altre dimissioni dal consiglio, in particolare quelle dello stesso Barattelli.

“Per poter fare affari con il terremoto – è l’accusa formulata in una nota – non si è costituito un solo consorzio, il Federico II, che avrebbe mandato sotto inchiesta Barattelli, ma anche numerosi altri, con una differenza, che alcuni operano secondo le leggi e i regolamenti, e altri lo hanno costituito illegalmente e hanno pensato,  facendo un “loro” consorzio, di poter usufruire del loro potere “contrattuale”, in quanto inseriti nei vari consigli dell’Ance provinciale, per impossessarsi degli appalti più grandi”.

“Invece di liberare il campo da scomode presenze, alcuni imprenditori, ma sarebbe più appropriato parlare di palazzinari – continua la nota – tentano di restare attaccati alle loro poltrone, pur non avendo un minimo di credibilità imprenditoriale”.

LA RESA DI CICCHETTI: DOMANI LE DIMISSIONI

L’AQUILA – All’assemblea dell’Ance già convocata per la giornata di oggi il presidente provinciale aquilano, Filiberto Cicchetti, presenterà le sue dimmissioni irrevocabili.

“Si tratta di una decisione sofferta sul piano personale – ha precisato Cicchetti – ma necessaria per il bene futuro dell’Ance e delle imprese associate”.

Dopo un periodo di tensione all’interno di Ance L’Aquila, il gesto mira a ristabilire un clima di serenità per consentire la più ampia partecipazione di tutti i costruttori associati, soprattutto di quanti ritengono di poter dare un contributo propositivo per la crescita dell’Associazione stessa, dei suoi Organismi dirigenti e, quindi, della categoria.

Il presidente Cicchetti ha assunto la decisione di dimettersi anche se giovedì 23 settembre, nel corso di un’assemblea indetta dalle Imprese aquilane, ricorda la nota, “gli era stata unanimemente confermata la fiducia, con l’invito a soprassedere dal proposito dimissionario tenuto conto della necessità di mantenere unita la categoria in un momento per essa delicato e impegnativo, che si identifica con i problemi legati alla
ricostruzione post terremoto”.

IL COLPO DI CODA: IL CASO VITTORINI

Da quanto è emerso, una prima resa dei conti sul nome di Cicchetti c’è stata già in una riunione dell’assemblea territoriale aquilana, quando il presidente ha mostrato alcuni articoli caustici sul suo conto e ha messo sul tavolo l’ipotesi di dimissioni per difendersi dal tritacarne mediatico. Ma l’ipotesi è stata respinta dai presenti.

Altro punto caldo, il nome di Giulio Vittorini, il primo a dimettersi e a chiedere la testa dei vertici dell’associazione: convinto da alcuni consiglieri, Vittorini successivamente ha ritirato le proprie dimissioni, ma Cicchetti le considera ancora valide e al suo posto ha cercato di cooptare un nuovo consigliere, che potesse fungere da vice presidente di sua fiducia, per procedere a una sorta di rimpasto. Anche questa manovra non è andata a buon fine, poi sono arrivate le dimissioni.

FRATTALE: ”NON VOGLIO INCARICHI CON QUESTA DIRIGENZA”

L’AQUILA – “È destituita di qualsiasi fondamento la notizia secondo cui io possa essere uno dei soggetti papabili per la nomina a vice presidente dell’Associazione provinciale dei costruttori edili”.

Lo afferma Gianni Frattale, costruttore aquilano presidente della ditta Edilfrair, che entra nella guerra in seno all’Ance provinciale aquilana, con gli imprenditori insorti che hanno chiesto e ottenuto (almeno come intenzione, da concretizzarsi domani) le dimissioni del presidente Filiberto Cicchetti.

“Smentisco nella maniera più assoluta – scrive Frattale – questa possibilità e dichiaro di non essere assolutamente interessato e neppure disponibile a ricoprire, nell’attuale assetto associativo, alcun incarico in seno a tale associazione provinciale”.

“La scorsa settimana – svela – su sollecitazione di alcuni disinteressati colleghi imprenditori, ho dato, a precise condizioni messe per iscritto, la mia disponibilità a collaborare per tentare di superare i gravi problemi che affliggono il territorio in questo particolare e grave momento. L’attuale dirigenza aquilana non è stata in grado di fornire risposta positiva alle richieste e tutto è finito lì”.

“Oggi – aggiunge l’imprenditore – alle iniziali perplessità e diffidenze, si aggiungono ipotesi di gravi comportamenti tenuti da una parte della stessa dirigenza in palese violazione dello statuto associativo. Tali ipotesi non solo non sono state smentite ma, addirittura, sono state confermate in una riunione territoriale tenuta ieri sera dai costruttori aquilani”.

Il riferimento è al caso del consorzio Leonardo, che ha operato per un anno in condizioni di ingiusto vantaggio e incompatibilità: la “goccia” che ha portato alle dimissioni.

“La gravità di tali comportamenti – accusa Frattale – con palese violazione etica e morale delle regole associative, avrebbe dovuto, già da tempo, suggerire le dimissioni di tutti i soggetti interessati e, forse, anche un deciso intervento sostitutivo dei nostri rappresentanti nazionali. Nulla di ciò è avvenuto e tutto è continuato senza neppure percepire la gravità di tali comportamenti”.

“Per il bene della categoria – conclude il costruttore – auspico un immediato rinnovo dei vertici associativi formulando, comunque i migliori auguri di buon lavoro a quegli imprenditori, se ve ne sono, che nonostante quanto occorso dovessero decidere di andare avanti soltanto con insignificanti integrazioni dell’assetto attuale”.