L’AQUILA – “La sentenza del Consiglio di Stato sull’anatra zoppa al Comune di Avezzano rappresenta un’interpretazione giurisprudenziale della legge elettorale, che in maniera incontrovertibile ritiene percorribile l’esercizio del ruolo del sindaco, non agganciato alla maggioranza che lo ha sostenuto. Se viene permesso il voto disgiunto, può accadere quello che è avvenuto nel territorio marsicano, all’Aquila la situazione è totalmente differente, perché si tratta di riconteggiare i voti in alcune sezioni, non si tratta di sperare in un risultato o in un altro, non è una questione umorale, ma di diritto”.
Commenta così il consigliere comunale dell’Aquila, Americo Di Benedetto, ex candidato sindaco, il ribaltone del Consiglio di Stato che confermando la sentenza del Tar ha lasciato il sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis senza maggioranza in Consiglio.
Situazione comunque diversa da quella del capoluogo, dove è stato presentato al Tribunale amministrativo regionale un ricorso per la verifica di 11 sezioni elettorali contestate, per conto di alcuni candidati del centrosinistra alle elezioni amministrative del giugno scorso e dove si sta procedendo con un riconteggio delle schede.
Di Benedetto, però, preferisce non sbottonarsi su proiezioni future: “Qui è tutto da rivalutare, le situazioni non determinano automatismi, così come è stato per Avezzano, la sentenza ha un’importanza sulla legge elettorale, ma non ha nulla a che vedere con le singole competizioni, fissa solamente un principio, ma non è un meccanismo scontato sul caso di specie – spiega – Sicuramente bisognerà portare a una linearità numerica anche nel capoluogo abruzzese, è chiaro che c’è stata una disfunzione nel voto e c’è la necessità di riportare a una logica realistica il conteggio dei voti”.
Il ricorso al Tar, curato dall’avvocato Claudio Verini, è stato sottoscritto proprio da Di Benedetto, insieme a Maurizio Capri, Emanuela Di Giovambattista, Fabrizio D’Alessandro, Stefano Palumbo, Antonio Nardantonio e Stefano Albano del Partito democratico, Sergio Ianni di Abruzzo civico (nei giorni scorsi avvistato al comitato elettorale di Forza Italia, partito al quale sembrerebbe stia per aderire, e si tratterebbe di un ritorno), Gianni Padovani dei Socialisti, Fabrizio Ciccarelli e Paolo Romano del Passo possibile, Massimo Scimia di Cambiare Insieme.
A rientrare in Consiglio nel caso in cui il riconteggio facesse ottenere l’effetto sperato dai ricorrenti sarebbero Capri, Di Giovambattista e D’Alessandro del Pd, Ianni di Abruzzo civico, Padovani dei Socialisti, Ciccarelli del Passo possibile, ma anche Giorgio Spacca di Articolo 1, Anna Lucia Bonanni della Coalizione sociale e Fabrizio Righetti del Movimento 5 stelle, che tuttavia non hanno sottoscritto il ricorso.
Intanto il verificatore nominato dal Tar, Malgari Trematerra, viceprefetto dell’Aquila, supportato da un team di funzionari, ha provveduto al riconteggio e al controllo di 4 sezioni sulle 11 richieste, ma tutto è momentaneamente fermo, in quanto la task force è impegnata nelle operazioni relative alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.






