SILVI MARINA – Anaao Assomed conferma le due giornate di sciopero nazionale decise contro la manovra economica per il 12 e 19 luglio prossimi e il sit-in davanti al Senato il 16 giugno.  L’associazione sarà accompagnata dalla presenza di tutte le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Le figure del sistema sanitario chiedono al governo il rispetto tassativo dell’orario di lavoro, il blocco degli straordinari e l’astensione da ogni attività che non faccia parte dei compiti istituzionali. L’appello arriva da Silvi Marina, dove l’Associazione sta celebrando il 21esimo Congresso nazionale che sabato 12 giugno porterà alla nomina del nuovo segretario nazionale, dopo che Carlo Lusenti ha assunto il ruolo di assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna.

“Non possiamo accettare – afferma il sindacato di categoria – che questo governo tagli insieme alle risorse anche i diritti. Le conseguenze delle scelte contenute nella manovra si rifletteranno sui medici che vedranno fortemente penalizzate le condizioni di lavoro quotidiane, costretti dal blocco del turnover a svolgere turni massacranti, straordinari, festivi e reperibilità in eccesso”.

“Ma stessa sorte – prosegue il rappresentante dei medici – toccherà ai cittadini  a cui si offrirà un servizio pubblico sempre più povero. In gioco non c’e’ solo il rispetto di una categoria, ma la credibilità e affidabilità del sistema sanitario pubblico che rischia il collasso sotto il peso di scelte distruttive”.

Al ministro della salute, Ferruccio Fazio, presente al Congresso nazionale dell’Anaao Assomed, è giunta dal mondo della sanità la richiesta di “un impegno e un intervento decisivi affinché il Parlamento modifichi la legge escludendo il blocco del turnover e non congeli le retribuzioni, che sono finanziate dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) e non dall’amministrazione statale”.

Sicuri che le nuove norme sulla sanità non giovino ai lavoratori né all’intera popolazione, i rappresentanti dell’Ssn affermano: “Chiediamo attenzione e giusta considerazione nei confronti delle nostre rivendicazioni, al pari di quelle concesse ad altre categorie cui di certo non viene affidata la salute dei cittadini italiani. Vigileremo sull’iter dei lavori parlamentari affinché il testo venga modificato e nel frattempo porteremo avanti la nostra battaglia sindacale inasprendo, se necessario, il calendario di manifestazioni preannunciato”.