TORNIMPARTE – Nel frammentato quadro politico in vista delle amministrative di primavera a Tornimparte (L’Aquila), quello che potrebbe rimetterci di più è il Partito democratico, che rischia di replicare il risultato di Pizzoli, dove le lacerazioni interne l’anno scorso hanno portato all’emarginazione del sindaco uscente Angela D’Andrea, iscritto dem, e al ritorno sulla scena di Gianni Anastasio, che da tempo ha abbandonato in polemica il partito.

Certa, al momento, la ricandidatura dell’uscente Umberto Giammaria, ex direttore sanitario all’ospedale dell’Aquila, di area centrodestra, ma la pletora di pretendenti si allunga ogni giorni di più.

Accordo lontano nel centrosinistra. Sgomita Giacomo Carnicelli, vicino all’ex commissario del Consorzio industriale Lorenzo Di Marzio e, quindi, all’ex vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, la cui candidatura tuttavia non sembra convincere i vertici provinciali del partito. Attorno a lui si concentrano vecchi amministratori di Tornimparte con in testa l’ex sindaco Antonio Tarquini, che vorrebbero scongiurare la candidatura di Gianni Giansante, segretario del circolo e dirigente regionale del Pd legato alla generazione emergente dei dem aquilani.

In campo anche Domenico De Paolis, ex maresciallo della Forestale, con una lista espressione di un folto gruppo di tecnici impegnati nella ricostruzione del paese, e Angelo Sarra, consigliere di maggioranza portabandiera dei delusi dell’amministrazione Giammaria. Ma non sono esclusi colpi di scena con altri candidati.

“Stiamo portando avanti molti programmi e mi ricandido per portarli a compimento – dice Giammaria – Mi sono dedicato soprattutto alla rinascita sociale creando prospettive per i giovani attraverso diversi progetti sull’agroalimentare. Sul fronte delle opere pubbliche, abbiamo appaltato i lavori per il nuovo campo sportivo di Palombaia e realizzato Teatro, auditorium, palestra di danza e centro culturale a Villagrande”.

Discontinuità è quello di cui ci sarebbe invece bisogno per Giansante: “Con le liste in campo al momento non ci sarà alcun tipo di futuro, com’è stato negli ultimi cinque anni ma anche in precedenza, allo stato attuale ci sarebbe una assolutà continuità”.

“Giammaria dopo cinque anni di promesse non mantenute continua con le promesse, dovrebbe concretizzare qualcosa di quello che dice,  il tasso di disoccupazione giovanile è di oltre il 50 per cento, figuriamoci se stiamo a pensare ai progetti del nutrizionista!”, aggiunge.

Definisce la propria candidatura “di ispirazione civica e quanto più aperta possibile” Giacomo Carnicelli, che prepara “una lista nella quale il Pd è comunque protagonista”. Negativo il giudizio sull’amministrazione uscente: “Basti dire che siamo uno dei pochi comuni che ancora non approva il piano di ricostruzione e non ha la raccolta differenziata”.

“Quel che mi dispiace – controreplica Giammaria – è che dopo quarant’anni che rifaccio il sindaco si aspettano le elezioni per parlare di cose da fare, nessuno si interessa mai del territorio. Anche Antonio Gianforte che fa un elenco di cose, di cui molte già fatte, non ha nessuna cultura per affrontare i problemi ma sa solo lamentarsi, aspetta le elezioni per lamentarsi!”.