CARAMANICO TERME – Dal prossimo primo luglio quattro Comunità montane prenderanno il posto delle 11 precedenti.
In provincia di Pescara, i due enti preesistenti “Vestina” e “Majella-Morrone” scompariranno, al loro posto la novella “Comunità montana Montagna Pescarese”, unico soggetto operante su di un vasto territorio costituito da 24 Comuni, dei quali 11 provenienti dalla Majella-Morrone (Abbateggio, Bolognano, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Roccamorice, Salle, Sant’Eufemia a Maiella, San Valentino in A.C., Serramonacesca, Tocco da Casauria e Turrivalignani) e 13 dalla Vestina (Brittoli, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Carpineto della Nora, Civitaquana, Civitella Casanova, Corvara, Farindola, Montebello di Bertona, Pescosansonesco, Pietranico, Vicoli e Villa Celiera).
Per Mario Mazzocca, sindaco di Caramanico Terme, ultimo presidente della “Majella-Morrone”, nonché designato da una larga maggioranza di sindaci di centro-sinistra a ricoprire l’incarico di presidente del nuovo Ente si tratta di “un territorio che, data la sua consistente estensione (560 Kmq, pari a circa la metà dell’intero territorio della provincia di Pescara) e le enormi potenzialità insite, potrà essere il vero volano della agognata ripresa delle aree interne, subordinatamente alle ‘reali’ competenze che la Regione deciderà di attribuirgli ed alle concrete possibilità di incisione sulle dinamiche socio-economiche dei territori sottesi”.
“Per esempio – continua Mazzocca – accogliamo di buon grado iniziative come il testo della riforma del Pdl numero 170 del 2010 sui bacini imbriferi montani che è stato recentemente licenziato dalla II commissione consiliare e che il prossimo martedì arriverà in Consiglio regionale per la sua approvazione definitiva. Il testo, presentato nella scorsa legislatura di centro-sinistra, è stato riproposto in commissione con alcune modifiche e nuove disposizioni in materia di acque finalizzate alla istituzione di un fondo speciale destinato alla perequazione in favore del territorio montano per le azioni di tutela delle falde e in materia di proventi relativi alle utenze di acque pubbliche”.
“Tuttavia – conclude Mazzocca- qualche perplessità destano le previsioni regionali sul fronte dei livelli occupazionali; infatti, i decreti presidenziali dispongono l’assegnazione provvisoria del personale dipendente alle comunità montane e il ‘trasferimento dei dipendenti da una comunità montana a determinati comuni, in accoglimento delle istanze presentate dai dipendenti stessi’. Ma per la ricollocazione del personale è necessaria la convergenza di una duplice esigenza: quella del dipendente a trasferirsi, e quella del Comune prescelto ad accoglierlo. Da quanto ci risulta, oltre che alla luce dei perduranti tagli agli enti locali (gravosi soprattutto per i piccoli Comuni), non vi è un Comune della nuova Comunità montana ‘Montagna Pescarese’ in grado di sopportare l’impegno economico anche di una sola unità lavorativa”.






