L’AQUILA – “Un laboratorio di fisica nucleare nel cuore della montagna e del Parco ha fatto e sta facendo più danni di 500 seggiovie montate una sull’altra. Acque contaminate, e non è certo la prima volta, scorrono indisturbate nei fiumi e nei ruscelli. “Un Un poligono di tiro nel cuore del Parco, che semina piombo nelle viscere della terra da oltre 30 anni ma nessuno lo vede o lo denuncia”.

Ad affermarlo è Fausto Tatone, maestro di sci, dell’Associazione progetto montagna, a seguito del diffondersi della notizia del rinvenimento di tracce di solventi nella condotta idrica del Gran Sasso, a causa di sversamenti provenienti dai Laboratorio di Fisica Nucleare del Gran Sasso. Ma per Tatone l’episodio è solo la punta di un iceberg di “politiche sbagliate che non consentono lo sviluppo turistico del comprensorio montano”. Non risparmiando critiche al Parco nazionale, agli “ambientalisti da salotto”, al Comune e ai soldi spesi per Accord Phoenix, ora sotto sequestro, e rivendicando le 11 mila raccolte per chiedere attraverso un referendum popolare, la riperimetrazione dell’area parco, e rimodulare i siti di interesse comunitario che impediscono di potenziare e valorizzare gli impianti sciistici di campo Imperatore.

“I ruderi disseminati – scrive Tatone – e abbandonati ovunque si sgretolano quotidianamente rilasciando cemento e ferro nella terra, quella terra che dovrebbe regalarci magnifici doni dall’agricoltura. Le aree per le attività rurali non esistono più e le poche presenti chiudono i battenti e si arrendono alla burocrazia più becera”.

“Il Parco – incalza Tatone – ha definitivamente chiuso tutte le attivita di promozione del turismo, tra omertà e silenzio, ponendosi come mero ufficio amministrativo.

E riferendosi ad Accord Phoenix osserva che “un’azienda , l’unica ad aver aperto nel post terremoto, che doveva assorbire 129 lavoratori è sotto sequestro dopo aver drenato 10 milioni di euro al territorio e assunto 4 persone testimonianza assoluta della situazione economico-sociale della città”

“Noi un’idea di Parco, di protezione della natura, di economia sostenibile – prosegue Tatone – ce l’abbiamo, precisa e inequivocabile. Senza contravvenire a leggi e direttive che oggi vengono ignorate quotidianamente proprio da chi poi si vanta di essere ambientalista da salotto. Da due anni ormai siamo gli unici che hanno studiato e portato a conoscenza dei cittadini cos’e’ Natura2000 con i suoi Sic e Zps. Neanche il milionario progetto europeo “Fahrenheit” c’era riuscito , fino al 2013 il 75 per cento degli europei non sapevano cosa fossero la direttiva Habitat e Uccelli. Qui a L’Aquila abbiamo raggiunto risultati tangibili, con 11.000 firme e continuiamo a combattere perché la trasparenza, la legalità e soprattutto il futuro economico della valle possano prevalere a stupidi e microscopici prese di posizione di chi su queste montagne viene a farsi solo una passeggiata (arrampicata e affini) e , chiaramente, non vuole il disturbo del turista da sempre considerato ignorante e invadente”.

“Ora ci piacerebbe confrontarci con idee e numeri, non con i tuttologi che nulla sanno di turismo, di economia e , meraviglia delle meraviglie, di protezione dell’ambiente. Abbiamo rispettato la democrazia , un regolamento comunale, siamo scesi per 2 mesi in strada con freddo e pioggia , abbiamo parlato con tutti, ora , scusateci, vorremmo ascoltare solo risposte non idiozie sparate al vento”, conclude Tatone.