ROMA – “Per la prima volta ci rivolgiamo a voi per spiegare le ragioni del primo sciopero nazionale di 24 ore, delle lavoratrici e dei lavoratori di tutta la filiera Amazon. Scioperano le persone che mai come in questo ultimo anno, ci hanno permesso di ricevere nelle nostre case ogni tipologia di merce. Lavoratrici e lavoratori ‘indispensabili’, così vengono continuamente definiti da tutti. Ma come tali non vengono trattati”.

Comincia così l’appello di Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti ai cittadini, in occasione dello sciopero in programma il prossimo 22 marzo.

“I drivers che consegnano materialmente la merce – proseguono i sindacati – arrivano a fare anche 44 ore di lavoro settimanale e molto spesso per l’intero mese, inseguendo le indicazioni di un algoritmo che non conosce né le norme di regolazione dei tempi di vita e di lavoro né tantomeno quelli del traffico nelle nostre città. Si toccano punte di di 180/200 pacchi consegnati al giorno, ma nessuna verifica dei turni di lavoro. Nessuna contrattazione, nessun confronto con le organizzazioni di rappresentanza sui ritmi di lavoro imposti e per il riconoscimento dei diritti sindacali”. “Il 22 marzo ci dobbiamo fermare . È una questione di rispetto del lavoro, di dignità dei lavoratori, di sicurezza. Voi che ricevete un servizio – conclude l’appello dei sindacati – siete le persone cui chiediamo attenzione e solidarietà, perché questo servizio continui a essere svolto nel migliore dei modi possibili”.