ROMA – Primo sciopero di tutta la filiera Amazon in Italia: per 24 si fermano gli addetti agli hub e alle consegne e i driver, circa 40.000 lavoratori.
A proclamarlo unitariamente sono state Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti che parlano di adesione media del 75%, con punte del 90% in alcuni territori. I dipendenti chiedono la solidarietà dei consumatori invitandoli a non fare acquisti per tutto il giorno. L’azienda, in una lettera, ai clienti assicura che l’impegno verso i lavoratori è una “priorità”.
Il Partito Democratico si dice pronto a incontrare i dipendenti “per ascoltarne le ragioni e difendere i diritti del lavoro nell’era dell’algoritmo”, annuncia il vicesegretario del Pd, Giuseppe Provenzano. Tra le rivendicazioni sindacali alla base della protesta ci sono la verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la contrattazione dei turni di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali e il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza.
Ma Amazon replica: “L’impegno verso i nostri dipendenti e quelli dei fornitori di servizi di consegna è la nostra priorità assoluta”, scrive la country manager di Amazon.it e Amazon.es, Mariangela Marseglia, in una lettera rivolta ai clienti. “In Amazon – afferma – rispettiamo il diritto di ogni individuo a esprimere la propria posizione e voglio ringraziare personalmente i colleghi e i dipendenti dei fornitori dei servizi di consegna che ogni giorno lavorano per assicurare che possiate ricevere i vostri ordini”.
Nell’attuale emergenza sanitaria, continua Marseglia, “il nostro impegno nei confronti dei nostri dipendenti non si ferma. Continueremo ad assicurarci che tutto il nostro personale sia adeguatamente protetto, monitoriamo i cambiamenti e aggiorniamo costantemente le misure preventive giorno per giorno. Offriamo test gratuiti e supporteremo in tutti i modi il piano di vaccinazione, appena sarà possibile, per far sì che ogni persona che frequenti i nostri siti venga adeguatamente assistita. Essere l’azienda più attenta al cliente al mondo significa anche informarvi sulla realtà dei fatti, soprattutto quando questi rischiano di non emergere adeguatamente, per continuare a meritarci la vostra fiducia. I fatti sono che noi mettiamo al primo posto i nostri dipendenti e quelli dei fornitori terzi offrendo loro un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi tra i più alti del settore, benefit e ottime opportunità di crescita professionale. Usiamo le più avanzate tecnologie e le mettiamo al servizio dei nostri lavoratori e fornitori per migliorare la sicurezza sul lavoro e semplificarlo”.
I sindacati sono compatti nel chiedere all’azienda un cambio di passo. “La convinta adesione al primo sciopero in Italia dei lavoratori di Amazon, richiede risposte da parte della multinazionale e l’immediata riapertura delle trattative, per arrivare a un accordo sulle richieste avanzate relative ai salari, alle stabilizzazioni e alle condizioni di lavoro”, afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. E incalza: servono “atti concreti da parte del Governo e del Parlamento”. Anche il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, sottolinea che lo sciopero è stato indetto “per ristabilire il diritto alla contrattazione aziendale, per salari adeguati e ritmi di lavoro più umani e per superare forme inaccettabili di arbitrio dell’azienda su precariato selvaggio e continui turnover di personale”. E spiega: “Sono donne e uomini che meritano rispetto: le persone non sono merci, flessibilità e tutele vanno contrattate”. Infine il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri afferma: “Siamo al fianco” di questi lavoratori e “chiediamo ad Amazon di affrontare positivamente questioni come i turni, i carichi di lavoro e la stabilità occupazionale dei lavoratori. Amazon e tutte le multinazionali rispettino il sindacato e si assumano la responsabilità sociale”.






