L’AQUILA – “Un incontro per discutere del ruolo delle Forze Armate nelle missioni all’estero e, soprattutto, dei suoi riflessi sull’impegno futuro dell’associazione”.
Queste le parole del presidente del comitato organizzatore dell’Adunata degli Alpini, Carlo Frutti, sul II Convegno Nazionale dei Coordinatori Giovani dell’Associazione Nazionale Alpini che si è svolto lo scorso weekend presso la Caserma Rossi, a L’Aquila, e ha riunito gli oltre 100 delegati provenienti da tutte le Sezioni Ana d’Italia, rappresentando così un momento di alto valore formativo nell’ambito dell’impegno civile dei giovani membri della stessa associazione.
“È stato un incontro importante – continua Frutti – non solo per la vicinanza temporale alla ricorrenza del terremoto del 2009, ma soprattutto per la scelta dell’Aquila come sede dell’adunata prevista per il 2015”.
A maggio dell’anno prossimo, infatti, il capoluogo ospiterà l’adunata nazionale degli alpini e lo stesso convegno non può che rappresentare il primo vero e proprio contatto in questo senso.
Centrale, nel corso dell’incontro, la stessa tematica giovanile: i presenti hanno infatti avuto modo di stare insieme, di aggiornarsi sulle innovazioni e sui meccanismi volti ad accrescere l’impegno dell’associazione e, infine, di integrare le proprie conoscenze sul funzionamento e sui meccanismi futuri
“È stata anche sollecitata la possibilità che si reintroduca una sorta di servizio obbligatorio. Un sevizio che, simile alla leva degli anni passati, rappresenti un’alta esperienza formativa nell’ambito di valori che oggi sembrano completamente abbandonati dai ragazzi – conclude il presidente – In passato la leva ha sempre permesso agli Alpini un raffronto con realtà diverse, contribuendo così alla stessa unità d’Italia. Se la nostra Associazione è così coesa è perchè i componenti sono per la maggior parte figli della stessa leva, che ha sempre contribuito a consolidare quello spirito associativo oggi poco conosciuto dai giovani, ormai troppo impegnati a nascondersi dietro ai computer per poter conoscere relamente principi come solidarietà o amicizia”.





