ROMA – Una cooperante italiana, Rossella Urru, è stata rapita in Algeria. Lo si apprende dalla Farnesina.
Sono stati rapiti anche due spagnoli, nel campo di rifugiati saharaoui di Rabuni, che si trova vicino a Tinduf. Lo scrive El Pais online. Oltre a Rossella Urru, sono stati prelevati la cooperante Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’Associazione amici del popolo Saharoui e Enric Gonyalons dell’organizzazione spagnola Mundobat.
La donna rapita è una rappresentante del Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli (CISP). Il rapimento è avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 ottobre. Il Ministero degli Esteri, attraverso l’Unità di Crisi e l’Ambasciata italiana ad Algeri, si legge nella nota, ha immediatamente attivato tutti i canali utili per promuovere una positiva soluzione della vicenda, e si mantiene in contatto con i familiari e con il CISP. La Farnesina rivolge agli organi di informazione un appello a mantenere, sul caso, il necessario riserbo, nell’ interesse della nostra cittadina, e ad astenersi dal pubblicare notizie non controllate e verificate.
ITALIANA RAPITA E’ SARDA E STUDIOSA DEL MONDO ARABO
Rossella Urru, l’italiana cooperante del Cisp, sequestrata questa notte in un campo profughi in Algeria, ha 30 anni; è originaria della provincia di Oristano. E’ una studiosa del mondo arabo. Urru lavora nel campo profughi Saharaoui da due anni (al momento era l’unica italiana del Cisp presente nel campo) ed è coordinatrice dell’intervento della Ong per cui opera che realizza interventi per la nutrizione, per l’acqua e per la salute materno infantile. Il campo dove è avvenuto il sequestro accoglie 150 mila rifugiati. Il Cisp si occupa di questo tipo di interventi dal 1984.
IN BLITZ RAPITORI FERITO SPAGNOLO E GUARDIANO CAMPO
Nel blitz compiuto dai sequestratori nel campo di rifugiati Saharaoui di Rabuni sarebbero rimasti feriti lo spagnolo Enric Gonyalons ed il guardiano del campo. E’ quanto emerge dalla ricostruzione fatta dall’autoproclamata repubblica del Saharaoui. I sequestratori, secondo le prime ricostruzioni, provenivano dal Mali ed è probabile che abbiano portato lì la cooperante italiana e i due spagnoli rapiti. Tutti i dati, secondo la repubblica del Saharaoui, indicano che si tratta di un’azione terroristica.



