TERAMO – “‘L’Italia chiamò!’ per dire basta alla incapacità dei dirigenti del centrodestra. Quella che si sta costituendo è una iniziativa di sindaci e amministratori locali del Pdl che si propone la rifondazione del centrodestra superando l’attuale stagnazione politica dovuta ad una classe dirigente avvitata su se stessa ed incapace di offrire soluzioni e prospettive.
L’idea, lanciata da alcuni sindaci e amministratori del Pdl, ha trovato terreno ferile anche in Abruzzo, con i sindaci di Teramo, Maurizio Brucchi, di Chieti, Umberto Di Primio e di Pescara, Luigi Albore Mascia.
“Un cambiamento di passo inevitabile – recita la nota diffusa dall’ufficio stampa di Brucchi – che viene da chi è stanco di parole e false promesse della politica e rappresenta forse l’ultimo volto ancora credibile della politica italiana, impegnandosi tutti i giorni sul territorio e provando a dare, con responsabilita’, risposte ai problemi dei cittadini. I primi firmatari rinunciano sin da ora a candidature parlamentari ma intendono essere determinanti nelle scelte” si legge in una nota del Comune di Teramo.
“‘L’Italia chiamò!’ – si legge ancora – propone la sottoscrizione di un manifesto, un ‘nuovo contratto sociale’ con gli italiani che parte necessariamente dalla rifondazione del Pdl: azzeramento quindi di tutte le cariche e di tutti i ruoli per cui non si è stati eletti; selezione, partendo dal territorio, di una nuova e credibile classe dirigente attraverso il metodo delle primarie a tutti i livelli; no ai listini bloccati, sì al merito, alla professionalità e possibilmente ad un’esperienza a livello amministrativo”.
“I vertici del Pdl – continua la nota – facciano un atto di generosità e con umiltà riconoscano gli errori di una stagione complessivamente fallimentare, aprendo le porte al rinnovamento prima che l’avversione per l’inerzia dei partiti condanni inesorabilmente l’Italia all’antipolitica. Che il centrodestra cresca e si mostri maturo. Volti pagina ed impari a camminare con le proprie gambe. Ci auguriamo che il presidente Silvio Berlusconi chiarisca al più presto i contenuti del nuovo progetto politico, e ci auguriamo che nello stesso progetto sia messa al centro l’importanza di facce non solo nuove, ma soprattutto credibili e spendibili per l’esperienza militata sul territorio e la fiducia incassata dai cittadini. Solo così saremo disponibili a credere ancora una volta in lui, aiutandolo e sostenendolo nella nuova sfida; in caso contrario le strade inevitabilmente si divideranno”.
“‘L’Italia chiamò!’ – conclude il comunicato – lancia oggi una petizione con raccolta di firme tra tutti gli amministratori locali del Paese che vorranno aderire al manifesto. Tra i promotori dell’iniziativa, i sindaci di Pavia, Alessandro Cattaneo, Ascoli Piceno, Guido Castelli, Lecce, Paolo Perrone, di Frosinone, Nicola Ottaviani, Siracusa, Roberto Visentin, Cremona, Oreste Perri.
DI PRIMIO: ”STANCO DI QUESTI DIRIGENTI”
“In qualità di amministratore di centrodestra ho deciso di essere fra i promotori di questo gruppo perché stanco di una classe dirigente che sta dissipando valori e principi sui quali ho sempre fatto riferimento e per i quali mi sono battuto ed in nome dei quali ho chiesto il consenso per me e per il Pdl”.
Lo ha affermato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, presente oggi a Roma all’iniziativa dei sindaci del Pdl.
“La nostra iniziativa, infatti, ha come obiettivo – spiega il primo cittadino – quello di combattere, anzitutto, in nome dello spirito di servizio e del bene comune, l’antipolitica, il qualunquismo, l’affarismo ed il carrierismo politico”.
“Il malessere che la gente oggi avverte – continua Di Primio – si sta trasformando, sempre più, sotto il profilo del consenso e della credibilità, in una bocciatura sonora per la politica. Eppure, la stragrande maggioranza dei cittadini si rivolge ai sindaci per avere risposte alla crisi che stiamo vivendo. È inutile, infatti, sottolineare che ogni giorno, da soli, noi sindaci, muniti di pragmatismo e di pazienza, dobbiamo affrontare quella realtà che ormai sfugge ad una “sedicente” classe dirigente, troppo impegnata a difendere se stessa e per questo non riconosciuta dalla gente”.
“Io amo fare politica, noi amiamo fare la politica al servizio della gente e alla ricerca del bene comune – conclude l’esponente del Pdl – ed è per questo che ai disonesti e ai servi sciocchi diciamo basta senza alcuna autocelebrazione e autoreferenzialità, senza se e senza ma. Ora ci aspettiamo una grande adesione di sindaci ed amministratori del Pdl al nostro manifesto”.
Dopo l’assemblea dell’Anci (associazione nazionale dei Comuni) di metà ottobre, Di Primio ha proposto ai colleghi di incontrarsi tutti a Chieti, in una due giorni nel corso della quale si potrà esaminare “l’effetto che “L’Italia chiamó” ha avuto e quindi definire le iniziative e le strategie future soprattutto in termini di richieste degli enti locali da rivolgere al futuro governo e Parlamento ma soprattutto ai nostri rappresentanti”.