L’AQUILA – Rifiuto di tutte le accuse di “disumanità” lanciate da Gianni Chiodi, apostrofato invece come “faccia tosta” e “inadempiente”.

Questo l’aggressiva lettera di Federalberghi L’Aquila, l’associazione di esercenti insorta per avere il pagamento delle sistemazioni agli sfollati, partorita dopo una riunione-fiume che si è svolta oggi.

Nonostante il piglio aggressivo, l’associazione chiude però chiedendo allo stesso Chiodi una riunione per affrontare faccia a faccia il problema.

Solo a quel punto, assicurano gli albergatori, scatterà la sospensione dello sciopero dei servizi che, però, stamattina non era ancora partito e che come misura in sé non sembra convincere (secondo un sondaggio di AbruzzoWeb) neanche la totalità degli hotel.

Questa la lettera degli albergatori.

Ci vuole proprio una faccia tosta a fare le affermazioni che ha rilasciato contro gli albergatori aquilani e, quindi, ormai è da ieri sera ufficiale: Chiodi la faccia tosta ce l’ha. Eccome. Perché?

Proprio perchè, invece di chiedere scusa per non aver rispettato da lunghi mesi a oggi gli impegni e le convenzioni sottoscritte con gli albergatori, è arrivato impudentemente all’insulto, che restituiamo al mittente.

Chi non rispetta gli impegni non può ergersi in cattedra, innanzitutto perché inadempiente, e chi è inadempiente dovrebbe almeno avere l’educazione e l’umiltà per scusarsi sia con gli albergatori, che da mesi hanno rappresentato le difficoltà esistenti e sostenuto costi e oneri finanziari aggiuntivi, il ritardo dei pagamenti supera otto, diconsi otto mesi, sia con le popolazioni assistite e ospiti di quegli albergatori, ai quali anche recentemente i terremotati hanno testimoniato solidarietà e gratitudine anche pubblicamente.

Quindi, se c’è qualcuno che è “disumano” non è tra gli albergatori aquilani che bisogna cercarlo, ma al commissariato straordinario.

Sono mesi che avevamo avvertito che la corda si sarebbe spezzata. Lo abbiamo fatto in incontri, con note e con pubblici comunicati e non siamo stati né i primi, né i soli. Già a maggio 2009, a solo un mese dal sisma, a Roseto furono i primi colleghi a ribellarsi perché non ricevevano un soldo e che sospesero le erogazioni di servizi.

Quindi le chiacchiere stanno a zero, caro Chiodi, e se qualcuno di voi pensa che i costi dell’assistenza e della ricostruzione del territorio colpito dal sisma debbono essere sostenute dal sistema delle imprese aquilane, avete sbagliato genere, numero e caso.

Ricordiamo altresì che le imprese aquilane, a oggi, non hanno ricevuto un euro per la ristrutturazione delle proprie strutture, né indennizzi per i danni subiti dalle loro attività.

Infine, gli albergatori comunicano che sono pronti a sospendere le proteste immediatamente non appena il commissario si renderà disponibile, come richiediamo da mesi, a un incontro utile a definire le problematiche relative alle scadenze previste e/o possibili.