L’AQUILA – Si sta allargando a macchia d’olio la protesta degli albergatori che da quasi un anno e mezzo stanno dando ospitalità agli sfollati del terremoto del 6 aprile 2009, ma devono fronteggiare ritardi anche clamorosi nel rimborso delle spese che stanno sostenendo da parte del commissariato per la ricostruzione, che ha ereditato la patata bollente dalla Protezione civile e dovrebbe pagare gli alberghi con i fondi stanziati per l’emergenza, che però sono terminati.
Gli albergatori aquilani sono sul piede di guerra e minacciano uno sciopero che consisterebbe nella sospensione dei pasti distribuiti gratuitamente agli ospiti, rimasti senza casa. La situazione è in evoluzione, e venerdì si terrà un vertice tra gli esercenti del capoluogo per prendere provvedimenti.
“Siamo stufi delle promesse – denunciano gli albergatori – Il presidente Chiodi da tre mesi deve andare da Tremonti, ma qui al di là delle chiacchiere non c’è nessun fatto concreto e noi dobbiamo continuare a dare ospitalità ai terremoti e allo stesso tempo a pagare i fornitori. Avanziamo somme importanti, la situazione è diventata insostenibile”.
Le prime avvisaglie si sono avute proprio con l’allarme lanciato dagli esercenti aquilani: “Sette mesi di arretrati, non ce la facciamo più”, mentre a rincarare la dose ci ha pensato un albergatore di Alba Adriatica (Teramo), che è andato per le spicce: “Alla fine di questa settimana gli sfollati dovranno lasciare il mio albergo, altrimenti falliremo”.
Uno strappo che non è piaciuto alle associazioni di categoria: Assoturismo e Federturismo in una nota congiunta hanno spiegato che non sarà cacciato proprio nessuno, e che le “posizioni estreme” non sono nello stile degli albergatori abruzzesi
La bomba potrebbe scoppiare da un momento all’altro, e il commissario Gianni Chiodi ha voluto correre ai ripari: in un incontro-lampo con il premier Silvio Berlusconi, il governatore ha ottenuto il trasferimento di 130 milioni che verranno utili per pagare una parte del debito con gli alberghi, ma anche puntellamenti e contributi di autonoma sistemazione.
Resta sempre sul tavolo la possibilità che venerdì Chiodi incontri il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in un vertice con la Protezione civile e la ragioneria generale dello Stato. Intanto, il commissario non risparmia neanche alcune critiche agli albergatori.
VERTICE BERLUSCONI-CHIODI: 130 MILIONI PER GLI ALBERGHI
Nel vertice con il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il premier Silvio Berlusconi ha dato notizia del trasferimento di 130 milioni di euro che serviranno per il pagamento degli alberghi che ospitano gli sfollati, per il successivo trasferimento ai Comuni al fine di onorare le spese sostenute per le opere di somma urgenza e per i contributi che gli stessi devono erogare per le autonome sistemazioni e per tutte le altre attività a essi attribuite dalle diverse Ordinanze emanate ad oggi dal 6 aprile 2009.
“Grazie all’impegno del presidente Berlusconi – ha spiegato Chiodi – abbiamo avuto certezze sulla svolta che aspettavamo da qualche giorno. Ora spero che gli enti locali, gli operatori economici e tutti i soggetti a qualsiasi titolo coinvolti possano trovare elementi per guardare al prossimo futuro con rinnovata fiducia”.
CHIODI: ”NO ALLA STRUMENTALIZZAZIONE”
L’AQUILA – “Non va bene strumentalizzare queste situazioni problematiche, sulle quali stiamo lavorando per cercare di trovare in tempi brevi una soluzione. Per questo ho chiesto un incontro urgente con il ministro Tremonti, in quanto il problema nasce dal fatto che i debiti ancora esistenti per l’attività di emergenza sono superiori ai fondi messi a disposizione. Venerdì pensiamo di sbloccare la questione”.
Lo ha detto il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, rispondendo alle accuse fatte in questi giorni dagli albergatori che denunciano pesanti arretrati di pagamento per l’ospitalità agli sfollati del cratere del terremoto.
In particolare, Chiodi risponde all’albergatore di Alba Adriatica che minaccia di mettere alla porta gli sfollati a fine settimana se non saranno saldate le spettanze.
“La strumentalizzazione in atto – attacca Chiodi – mi tocca molto e oltretutto gli albergatori non dicono cose vere. Innanzitutto devo dire a questa persona di cui non conosciamo il nome – spiega Chiodi riferendosi alla ptesa di posizione dell’imprenditore della costa teramana – che non è vero che non è stato più pagato, perché ha ricevuto il 75 per cento del dovuto dei mesi di settembre, ottobre e dicembre”.
Il commissario delegato chiarisce un altro aspetto emerso a suo dire non vero: “Gli albergatori – ricorda – sono stati sempre pagati dalla Protezione civile regionale fin dai giorni successivi al sisma, quindi la competenza è stata sempre della Regione. Non c’è stato perciò, come è stato detto, nessun passaggio di consegne: sia nella prima fase dell’emergenza, sia in questa della ricostruzione le fatture sono state saldate sempre dalla Protezione civile abruzzese”.
LO STRAPPO DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA: ”NON CACCIAMO NESSUNO”
L’AQUILA – “Le posizioni estreme non rappresentano una categoria laboriosa e accogliente come quella degli albergatori: abbiamo accolto i cittadini aquilani e non li cacceremo, non fa parte del nostro stile e dello spirito di accoglienza di noi albergatori abruzzesi”.
Lo affermano Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, e Giuseppe Vagnozzi, presidente provinciale di Federturismo-Confindustria, che insieme rappresentano la maggioranza delle imprese turistiche e ricettive della costa teramana.
“Siamo orgogliosi – proseguono – di quanto abbiamo fatto e della qualità del servizio, gli albergatori non meritano le ombre che polemiche di questo tipo possono provocare in piena stagione estiva. Ma chi lavora ha il diritto di essere pagato”.
“Più volte – spiegano gli albergatori – abbiamo sollecitato il pagamento dell’enorme arretrato e ora la Regione, che pure non è responsabile diretta di questa situazione, si faccia carico di trovare una soluzione. Aver pensato di ricostruire L’Aquila e dare un tetto a 60 mila persone senza una legge rende tutto molto più complicato, e avevamo più volte segnalato i rischi derivanti dal voler saturare a ogni costo alcune strutture ricettive”.
Ma per gli esercenti una cosa è certa: “In questi mesi – affermano – gli albergatori abruzzesi hanno dimostrato un forte spirito di solidarietà, la capacità di lavorare a viso aperto per dare una risposta immediata e di qualità all’emergenza senza rinunciare ai contratti con i tour operator per non far morire il turismo, la nostra vera e stabile fonte di reddito”.
“Per questo – concludono Zunica e Vagnozzi – va trovata subito una soluzione all’emergenza abitativa dei cittadini aquilani, affinché non si creino più episodi di questo tipo”.
EVANGELISTA (API): ”AQUILANI MANGANELLATI E ORA ANCHE SFOLLATI”
L’AQUILA – “La minaccia degli albergatori abruzzesi di mettere fuori i tanti terremotati aquilani ospiti rappresenta una pesante umiliazione per questi cittadini, la cui unica colpa è forse quella di non avere avuto a tutt’oggi una degna sistemazione abitativa”.
Lo afferma Bruno Evangelista, portavoce regionale di Alleanza per l’Italia. “Tutto questo – spiega – certo non per responsabilità degli albergatori che non ricevono da mesi il pagamento delle dovute concordate rette, fino al rischio concreto per molti di chiusura degli stessi esercizi, ma per grave inadempienza sui trasferimenti delle risorse dal governo alla regione”.
“La “sparizione” di Silvio Berlusconi, le manganellate ai manifestanti a Roma ed ora il mancato pagamento di quanto dovuto agli alberghi descrivono in tinte fosche quella che potrà essere la futura ricostruzione dell’ Aquila e dei centri del cratere” – dice Evangelista.
MASCITELLI (IDV): ”SE QUESTA E’ LA VETRINA DEL GOVERNO…”
L’AQUILA – “Posso capire – ha dichiarato Alfonso Mascitelli – il forte imbarazzo e disagio del Governo dopo gli scandali sui vertici della Protezione civile, ma ora quello che sta succedendo a danno dei cittadini ospitati negli alberghi e minacciati di essere mandati via, è un’ennesima vergogna”.
“Se L’Aquila – ha concluso Mascitelli – doveva essere la vetrina dell’efficienza di questo Governo, quello che stiamo vedendo, anche con la connivenza servile del livello regionale, è soltanto approssimazione, incertezza e confusione totale”.
ARTICOLI CORRELATI:
L’AQUILA, ”IL MIO ALBERGO HA SETTE MESI DI ARRETRATI NON SALDATI”



