L’AQUILA – Ancora polemiche sulla spinosa vicenda relativa al pagamento delle spese per gli albergatori aquilani.

Dopo il durissimo botta e risposta a distanza tra il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che ha accusato quegli operatori che hanno tagliato i servizi agli sfollati  di “disumanità”, paragonandoli poi “a Enzo Angelini che chiedeva i soldi alla Regione e per farseli dare non pagava gli stipendi”, e i gestori delle strutture ricettive che hanno bollato Chiodi come “inadempiente” e “faccia tosta”, l’assessore alle Politiche sociali e abitative del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, interviene schierandosi contro il commissario: “È l’ennesimo annuncio. I soldi non basteranno”.

Dopo il congelamento della protesta degli albergatori, però, la vice presidente di Federalberghi L’Aquila, Mara Quaianni, rispedisce al mittente le accuse lanciate dal commissario. “Noi come Angelini? Un’offesa al cento per cento. Noi abbiamo sempre pagato gli stipendi e abbiamo dato da mangiare agli sfollati. Lunedì o martedì ci riuniriemo per decidere quali azioni da intraprendere”. 

A cercare di stemperare il clima è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che intende fare anche da paciere e medierà con Chiodi per organizzare un vertice decisivo con la categoria.

Da Chieti, intanto, il presidente di Federalberghi Angelo Allegrino smentisce le indiscrezioni di stampa secondo le quali sarebbe stata avviata un’azione legale per recuperare le somme relative alle spettanze arretrate.

SOLDI AGLI ALBERGATORI AQUILANI: ECCO TUTTE LE CIFRE

L’AQUILA – I soldi che gli albergatori aquilani hanno preso per ospitare gli sfollati finora, escluse le spettanze arretrate.

Sono elencati, un contributo dopo l’altro, nella tabella che AbruzzoWeb offre ai lettori.

Un modo per fare chiarezza e per farsi un’idea su quanto preso dagli esercenti che, al di là dei problemi e dell’esposizione in banca, hanno avuto un incremento dei potenziali fatturati, perché nel periodo in cui gli sfollati sono tornati dalla costa, riempiendo gli albeghi di casa, questi in situazione pre-sisma, non erano certo traboccanti.

Il post-terremoto ha portato insomma a un incremento del fatturato, anche se i soldi sono ancora da incassare: questa la tesi del commissario Gianni Chiodi che viene osteggiata dalla categoria.

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CIALENTE: ”ORGANIZZERO’ INCONTRO TRA CHIODI E ALBERGATORI”

L’AQUILA – “Chiederò a Chiodi di incontrare insieme a me gli albergatori. Bisogna abbassare i toni, c’è uno stato di tensione, che nasce dai ritardi”.

Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commentando la guerra in corso tra il commissario per la ricostruzione e gli albergatori dell’Aquila sul pagamento delle spettanze arretrate per gli sfollati ospitati nelle loro strutture.

“La tensione di Gianni, che è anche la mia – ha aggiunto Cialente – è quella di trovare le risorse. C’è una cosa sola da fare, ci sediamo intorno a un tavolo”.

Per Cialente la problematica va comunque affrontata seriamente, e presto. “Gli albergatori – ha aggiunto – soprattutto quelli che avanzano più soldi, sono ormai fortemente esposti in banca. Secondo le mie informazioni, queste esposizioni sono pericolose: tutti quelli che hanno lavorato per noi, albergatori e puntellatori, stanno correndo il rischio di rimetterci”.

In conclusione il primo cittadino ha spezzato una lancia per gli esercenti. “Non sono come Angelini, non sono disumani – ha concluso, negando le accuse di Chiodi – Hanno fatto magari una piccola provocazione ma insomma, dobbiamo stare un po’ calmi. Strano che venga proprio da me quest’invito, che sono il più preso, ma mi pare di stare facendo vedere che mantengo i nervi saldi”.

QUAIANNI, FEDERALBERGHI L’AQUILA: “NOI COME ANGELINI? OFFESA AL 100%”

L’AQUILA – Non si placano gli animi nella vicenda dei mancati pagamenti agli albergatori aquilani da parte della struttura commissariale.

Dopo il dietro-front di Federalberghi sulla decisione di sospendere i servizi agli sfollati ospitati nelle loro strutture, il paragone “albergatori come Angelini” espresso dal commissario delegato per la ricostruzione Gianni Chiodi fa riaccendere le tensioni.

“Noi come Angelini? Questa è un’offesa al 100 per cento – afferma Mara Quaianni, vice presidente di Federalberghi L’Aquila – È assurdo che il commissario ci definisca così. Noi gli stipendi, a differenza di Angelini, li abbiamo sempre pagati ai nostri dipendenti ed è più di un anno e mezzo che diamo da mangiare agli aquilani che ospitiamo in albergo”.

A indispettire ulteriormente Federalberghi, anche la ritrattazione di Chiodi sulla possibilità di un incontro con l’associazione. “Ieri il commissario – prosegue la Quaianni – aveva detto che ci avrebbe ricevuti per discutere, oggi leggo che invece lui non può farlo perché ha migliaia di cose da fare”.

Federalberghi non ci sta a questo atteggiamento, e dopo un iniziale ripensamento sulla decisione di sospendere i servizi dovuto alla notizia dei pagamenti da parte della Sge delle spettanze di febbraio, tutto è rimesso in discussione.

“Tra lunedì e martedì – annuncia Mara Quaianni – riuniremo un’assemblea per decidere su come procedere”.

L’ASSESSORE PEZZOPANE: “I SOLDI NON BASTERANNO”

“Siamo all’ennesimo annuncio, speriamo che questa volta paghino. E in ogni caso i soldi annunciati non basteranno”.

Così, ai microfoni di CNRmedia, Stefania Pezzopane, assessore alle politiche sociali ed abitative al Comune dell’Aquila, commenta l’annuncio del presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi in relazione alla protesta degli albergatori che ospitano i terremotati.

“Gli 80 milioni di euro annunciati potranno coprire solo una parte di queste spese”, ha spiegato ancora l’ex presidente della provincia aquilana. Ovvero quelle sostenute dagli albergatori, i quali hanno ospitato migliaia di persone per mesi e mesi, fino al febbraio scorso.

“La situazione – aggiunge Pezzopane – rimane in ogni caso pesante”.

“Mancano anche i soldi dell’autonoma sistemazione, la forma più economica di assistenza ai terremotati”, denuncia ancora Pezzopane. “Ci devono essere dati, a noi comuni, oltre 80 milioni di arretrati. Il Comune dell’Aquila ha anticipato tre mensilitaà di autonoma sistemazione ai propri cittadini, pari a 25 milioni di euro”.

“Questi 80 milioni di euro – conclude l’assessore aquilano – putroppo sono solo delle briciole, anche se sembrano tanti: non basteranno a coprire tutti gli arretrati degli alberghi e dell’autonoma assistenza. Siamo ancora in emergenza”.

FEDERALBERGHI CHIETI: “NO AD AZIONI LEGALI PER RECUPERO SOMME”

CHIETI – “La Federlalberghi della provincia di Chieti non ha avviato alcuna azione legale per il recupero delle somme dovute agli albergatori per l’ospitalità alle popolazioni colpite dal sisma dello scorso anno”.

La precisazione arriva dal presidente provinciale dell’organizzazione di categoria degli albergatori Andrea Sebastiani e dal presidente provinciale di Confcommercio Angelo Allegrino, dopo le notizie diffuse da alcuni organi di stampa.

“E’ vero che gli albergatori devono riscuotere ancora consistenti somme per i servizi resi in seguito al terremoto del 2009 – puntualizza Allegrino – ma contiamo ancora di poter risolvere la questione senza dover ricorrere alle vie legali. E soprattutto volevamo sottolineare che gli albergatori della provincia di Chieti non hanno mai sospeso, e non hanno alcuna intenzione di farlo, alcun tipo di prestazione in favore di chi ha perso tutto nel terribile sisma del 6 aprile di un anno”.

EVANGELISTA (API): “CHIODI SCARICA SU TERREMOTATI RESPONSABILTA’ PROPRIE”

“Il commissario Gianni Chiodi non sembra rendersi conto che, se da oggi gli sfollati ospitati negli alberghi aquilani non riceveranno più i pasti né i servizi di biancheria e pulizia delle stanze, la responsabilità è soprattutto sua e del Governo,dal momento che non hanno provveduto al pagamento delle spettanze più volte assicurate agli albergatori e sempre disilluse”.

È quanto afferma Bruno Evangelista, portavoce regionale di Alleanza per l’Italia.

“Il fatto poi – aggiunge –  che questi operatori siano addirittura accusati di atteggiamenti disumani, stride fortemente con la presa di posizione degli stessi sfollati al fianco di Federalberghi, essendo chiaro che diversi loro aderenti sono arrivati allo stremo della resistenza economica e quindi senza le risorse necessarie per anticipare spese non più sostenibili, anche a fronte di anticipazioni di banche con interessi comunque esosi”.

“La posizione di questa categoria- continua Evangelista- non è certo la causa ma l’effetto di inadempienze di chi oggi manifesta, insieme a colpevoli ritardi, le manchevolezze dello stesso Governo nazionale”.

“La soap opera della ricostruzione aquilana – conclude –  da vetrina nazionale ieri, cade, dunque, rispetto alla necessaria concretezza di oggi, e da questo episodio si può evincere quanti e quali mistificazioni potrebbero intralciare l’obiettivo di una ricostruzione difficile, fortemente auspicata ma che purtroppo registra la inadeguatezza dei protagonisti preposti”. 

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