CHIETI – Tutti al mare… Ma attenzione a non intralciare la sicurezza dei bagnananti, a lasciare le spiagge pulite e a non disturbare la tranquillità del vicino di ombrellone. Un invito rivolto particolarmente ai classici venditori di cocco e agli ambulanti in generale che, se non autorizzati, dovranno lasciare megafono e fischietto a casa e trovare metodi altrettanto “accattivanti”, ma meno rumorosi, per vendere la merce.

È quanto disposto nell’ordinanza balneare 2018 del Dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggio della Regione Abruzzo.

La stagione balneare lungo i 130 chilometri della costa abruzzese è ufficialmente cominciata, seppur faticando a farsi spazio tra gli strascichi del maltempo che ha causato non pochi problemi e che ha oltremodo favorito l’erosione costiera. Un problema che non può, almeno nella maggior parte dei casi, essere risolto nell’immediato. Per gli addetti ai lavori, infatti, i ripascimenti della spiaggia non sono consentiti dal primo giugno fino al 2 settembre, a meno di deroghe comunali.

NORME E DIVIETI

Per i bagnanti è necessario osservare le norme base disposte nell’ordinanza della Regione che da un lato agevolano il quieto vivere e dall’altro evitano di incorrere in incresciose sanzioni.

Non si possono occupare impianti o attrezzature finalizzate al salvataggio e la fascia di 5 metri dalla battigia deve essere lasciata sgombra in ogni caso, per assicurare il più rapido soccorso ai bagnanti. Sempre per una questione di sicurezza non è consentito praticare qualunque tipo di attività che possa costituire un pericolo per l’incolumità delle persone e recare fastidio ai bagnanti. E’ poi vietato utilizzare attrezzature balneari dopo il tramonto senza il consenso del concessionario.

E gli storici frequentatori dello stesso fazzoletto di sabbia dovranno arrendersi alla legge della spiaggia libera: dopo il tramonto ombrelloni, lettini, sdraio e tende devono tornare a casa con il proprietario. E’ poi ancora vietato campeggiare o pernottare sulle spiagge con tende, roulotte e camper; abbandonare i rifiuti in mare o in spiaggia; accendere fuochi e fornelli sugli arenili; organizzare giochi e manifestazioni senza autorizzazioni; adibire a uso alloggio o cucina le cabine spogliatoio. 

Gli utenti balneari potranno però visionare le autorizzazioni sanitarie per controllare che la vendita di un prodotto alimentare avvenga nel pieno rispetto delle norme igieniche. E sempre per quanto riguarda i venditori ambulanti, è vietato, si legge nell’ordinanza “esercitare attività commerciali, di servizi e terziarie (facchinaggio-nolo attrezzature…) sia in forma fissa che itinerante, pubblicità, attività promozionali, sull’arenile e in mare, al di fuori delle specifiche previsioni contenute nella normative vigente e nelle specifiche disposizioni del Comune e con l’ausilio di apparecchi/mezzi di diffusione sonora (megafoni e fischietti)”.

Stesso discorso vale per i bagnanti che non possono esagerare con il volume della radio o qualsiasi altro “apparecchio sonoro”, nonché farne uso fuori dalle fasce orarie stabilite nei regolamenti comunali. Soprattutto, come noto, è vietato tuffarsi o pescare dagli scogli. In alcuni casi, come nella pesca dei datteri, si scivola nel penale.

MARE SICURO

Intanto, dal 16 giugno fino al 16 settembre andranno avanti i pattugliamenti della Guardia costiera pescarese, guidata dal capitano Donato De Carolis, lungo il litorale abruzzese e molisano fino alle Isole Tremiti, nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro. “Con la presenza in mare e a terra dei nostri uomini – ha spiegato in conferenza il Direttore marittimo Donato De Carolis -, vogliamo agevolare la vicinanza anche fisica dei nostri militari agli utenti, al fine di prevenire condotte che potrebbero arrecare pericoli all’incolumità dei bagnanti e ci chi lavora in mare. Avremo pattuglie di terra e di mare dalla mattina fino alle 20”. 

MULTE

Ai trasgressori, multe da 100 a 6000 euro a seconda delle infrazioni rilevate dagli uomini delle Capitanerie di porto. Rischiano sanzioni di 1032 euro le compagnie di salvamento che non dispongono della dotazione necessaria per un soccorso (salvagenti, primo soccorso, bombole di ossigeno) o se il bagnino non viene trovato in postazione. Per tuffi o pesca dagli scogli, invece, si rischiano multe da 100 a mille euro.

STABILIMENTI

Per quanto riguarda la disciplina delle aree in concessione, gli stabilimenti balneari sono tenuti a curare l’estetica, il decoro e l’igiene dello stabilimento e dell’arenile e della fascia di libero transito fino al battente in mare. 

Nelle ore di concessione, nel periodo dal primo giugno al 3 settembre, sono vietate le operazioni di pulizia giornaliera durante le ore di balneazione, così come stabilito dai provvedimenti delle Capitanerie di porto competenti.

Il numero degli ombrelloni da installare a qualsiasi titolo sull’arenile, deve essere tale da non intralciare la circolazione dei bagnanti. Dovrà, inoltre, essere garantito un corridoio di libero accesso e transito per il raggiungimento della battigia per l’intero arco dell’anno e, tra ombrelloni e sedie, deve essere lasciato uno spazio di almeno 3 metri.

Concessioni e spiagge libere possono essere dotati “facoltativamente” di defibrillatori e kit di pronto soccorso. “Tolleranza zero” se le strutture ricettive balneari vengono trovate sprovviste di autorizzazioni sanitarie e richiami se non espongono le ordinanze sulla sicurezza. Nel tempo è aumentata la sensibilizzazione degli operatori all’informazione sulla sicurezza e le sanzioni sono diminuite.

MARE SENZA BARRIERE

Al fine di rendere possibile l’accesso al mare ai diversamente abili, i concessionari possono predisporre idonei camminamenti che consentano di abbattere ogni ostacolo alla fruibilità della spiaggia. Si chiama “Mare senza barriere” il provvedimento che viene adottato sempre in numero crescente, ogni anno, da operatori turistici ed amministrazioni comunali. Dalla Costa dei Trabocchi, con le spiagge di Fossacesia, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, fino ad arrivare a Vasto e a San Salvo, ma anche Montesilvano e Giulianova: il mare è sempre più accessibile a tutti attraverso passaggi che permettono ai disabili di arrivare con la carrozzina fino a toccare l’acqua.

SPIAGGE PER GLI ANIMALI

Per quanto riguarda l’accesso agli amici a 4 zampe, la legge prevede la possibilità, da parte di comuni e gestori di stabilimenti, di porre misure limitative all’accesso. In questo caso è sempre  consigliato informarsi prima ma deve essere chiaro che negli stabilimenti balneari, nelle spiagge attrezzate e nelle spiagge libere attrezzate, sono affissi appositi cartelli contenenti le prescrizioni per l’accesso alle spiagge di cani e gatti e per la corretta convivenza con i bagnanti.

La Regione garantisce l’accesso alle spiagge di cani e gatti accompagnati dal proprietario o da altro detentore nel rispetto delle norme di sicurezza che prevedono l’uso del guinzaglio o della museruola. I Comuni possono individuare entro il 30 marzo di ciascun anno le aree in cui è vietato l’accesso agli animali e lo stesso vale per i concessionari o i gestori che devono comunicare entro il 30 marzo di ogni anno al Comune le misure limitative all’accesso degli animali alle spiagge.

Gli animali che non risultino in regola con le vaccinazioni non possono accedere alle zone loro riservate. I proprietari o detentori di cani non identificabili tramite microchip, tatuaggio di riconoscimento o altro documento idoneo sono soggetti alle inerenti sanzioni amministrative. E nel rispetto della sicurezza e della incolumità dei bagnanti, gli animali possono sostare entro il perimetro degli ombrelloni dello stabilimento o comunque nelle immediate vicinanze del proprietario o del detentore. È ovviamente consentito l’accesso dei cani-guida per le esigenze dei non vedenti.