PESCARA – “Oggi, dopo 40 anni, ho visto il sindaco di questa città, figlio di un magistrato che nel gennaio 1979 fu ucciso dal terrorismo politico, un sindaco che credo debba essere il simbolo di tutti noi, perché era un bambino quando un giorno il padre lo accompagnò a scuola e nel girare l’angolo venne aggredito da un commando di terroristi e ucciso”.

Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, a Pescara, durante una manifestazione nell’ambito del Premio Borsellino, riferendosi a Marco Alessandrini, primo cittadino della città abruzzese e figlio di Emilio Alessandrini, ucciso da Prima Linea nel 1979.

“Quel bambino non ha più rivisto il padre – ha proseguito De Raho, parlando davanti al sindaco seduto in platea – La mafia e il terrorismo hanno identiche modalità di muoversi, crescono uccidendo famiglie e determinando dolore. Avrei voluto conoscere il sindaco da tanto tempo. Entrai alla procura di Milano che suo padre era stato ucciso da pochi mesi, quando aveva poco più di 30 anni”.

In Piazza Salotto, a Pescara, è intanto stato esposto quel che resta della Fiat Croma marrone fatta saltare in aria a Capaci nel 1992, la prima del corteo delle tre blindate che avevano prelevato Giovanni Falcone e la moglie, Francesca Morvillo, all’aeroporto di Punta Raisi.