AIELLI – Non accenna a placarsi la polemica sull’intitolazione, ad Aielli (L’Aquila), di una piazza al prefetto fascista Guido Letta, zio dell’ex sottosegretario Gianni e del deputato del Pd Enrico, originario del luogo.
Dopo le proteste di buona parte del centrosinistra, anche l’Anpi bacchetta il sindaco, Benedetto Di Censo, e lo fa con una lettera firmata dal presidente della sezione marsicana, Antonio Rosini, e dal segretario, Carlo Komel, rivolta proprio al braccio destro di Silvio Berlusconi, che domani riceverà la cittadinanza onoraria del borgo marsicano.
“Guido Letta fu prefetto sotto il fascismo e si occupò della gestione delle leggi razziali, fu membro della segreteria personale di Benito Mussolini e, in quanto tale – scrive l’Anpi – intermediò con il vile sicario di Giacomo Matteotti, ordinato o ispirato dal capo del governo fascista, inoltre aderì alla Repubblica di Salò”.
“Per i suoi meriti ‘nazifascisti’ – ricorda l’Anpi – fu insignito dell’ordine dell’Aquila tedesca, una speciale onoreficenza istituita da Adolf Hitler“.
Il primo cittadino di Aielli si è sempre difeso dalle accuse, come testimonia l’intervista rilasciata ieri ad AbruzzoWeb: “la storia è una cosa, la politica un’altra, il prefetto Letta fece molto per il nostro paese”, sottolineando che “non sono mai stato fascista né ho mai dimostrato simpatie per quel movimento”.
LA LETTERA DELL’ANPI
Egregio dottor Gianni Letta, nel momento in cui il sindaco e gli amministratori del Comune di Aielli si apprestano, alla chetichella, a conferirle la cittadinanza onoraria riteniamo necessario farle presente che questa iniziativa si inserisce nel contesto di una più ampia iniziativa dell’amministrazione comunale di Aielli che, il 20 agosto del 2011, con atto inusitato, ha sostituito il nome di una importante piazza del Paese da “piazza Risorgimento” a “piazza Guido Letta”.
Già un simile atto è di per sé grave e comunque certamente inopportuno nell’anno in cui si sono celebrati i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Ovviamente non è secondario il fatto che nella storia Guido Letta ebbe comportamenti che la storia e le leggi della Repubblica italiana hanno ampiamente condannato.
Guido Letta fu prefetto sotto il fascismo e si occupò della gestione delle leggi razziali; fu membro della segreteria personale di Benito Mussolini, e in quanto tale intermediò con il vile sicario di Giacomo Matteotti, ordinato o ispirato dal capo del governo fascista; aderì alla Repubblica di Salò e fu convinto assertore e un rigoroso attuatore delle leggi razziali, causa della deportazione e morte nelle camere a gas di migliaia di ebrei italiani; per i suoi “meriti nazifascisti” fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Tedesca, una speciale onorificenza istituita da Adolf Hitler.
Le chiediamo se da uomo di Stato della Repubblica italiana, non sia doveroso, da parte sua, dissociarsi da una iniziativa il cui scopo sembra essere esclusivamente quello di lucrare notorietà elettorale da parte di qualche personaggio locale in cerca di appoggi altolocati.
Il Presidente Antonio Rosini – il segretario Carlo Komel





