ROCCA DI MEZZO – Ai Piani di Pezza nessun mega resort da 270 mila metri quadri con alberghi, negozi e piscine, ma uno stadio per lo sci da fondo da un milione di euro. È il progetto presentato dal Comune di Rocca di Mezzo (L’Aquila) per lo sviluppo turistico dell’altopiano nel cuore del Parco regionale Sirente-Velino.

Il piano del fondo di investimenti svizzero che con capitali russi da almeno un paio d’anni ha messo gli occhi sulla montagna aquilana è iniziato a circolare proprio mentre la Giunta regionale, il 21 marzo scorso, approvava la delibera per l’ampliamento dei bacini sciistici, che stanzia i primi 5 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2007-2013, ritenendo “strategico il progetto di collegamento, sci ai piedi, tra le stazioni di Campo Felice, Rocca di Cambio e Ovindoli Monte Magnola per lo sviluppo e la valorizzazione turistica”.

Una coincidenza che per alcuni aprirebbe la strada alla cemintificazione dell’area e che ha costretto il vice presidente della Regione Giovanni Lolli ha smentire qualsiasi ipotesi di “stravolgimento ambientale”, affermando che il progetto resterà sulla carta.

Potrebbe diventare realtà, invece, l’infrastrutturazione necessaria ad accogliere gare mondiali di sci da fondo. “Strutture amovibili e compatibili con il contesto ambientale”, assicura il sindaco di Rocca di Mezzo Mauro Di Cicco, che ha chiesto il finanziamento alla Regione “a valere sulla rimodulazione delle risorse della delibera Cipe 135 del 2012 e uno stanziamento di nuovi fondi a valere sul decreto 78 del 2015”, il cosiddetto decreto Enti locali.

Un intervento che chiuderebbe il cerchio dello sviluppo dell’area, che la Regione ha programmato con la recente delibera che prevede l’utilizzo dei fondi Par Fas 2007-2013 per il “finanziamento del progetto di ampliamento del I lotto del progetto di collegamento Ovindoli-Campo Felice, per un importo pari a 5.012.274 euro”. Gli altri due lotti sono di 4,2 e 3,5 milioni di euro.

Diviso in tre tipi di intervento anche il progetto per lo stadio del fondo, per complessivi 1 milione e 74 mila euro.

Prevede la realizzazione di una struttura di servizio su bacino sci nordico, allestita per il primo soccorso, per ospitare la giuria, la stampa, con spazi per la sciolinatura, ufficio gara, bagni e spogliatoi, la messa in sicurezza delle piste da sci con la predisposizione di reti e l’acquisto delle attrezzature per la preparazione delle piste e la relativa segnaletica sul circuito.

La realizzazione di un parcheggio adiacente a quello esistente per il raddoppio dei posti auto con posa dell’asfalto e predisposizione della segnaletica.

La realizzazione di un impianto di innevamento artificiale su un anello di pista di 2,5 chilometri e di un invaso di raccolta delle acque a suo servizio, e di una linea di adduzione delle acque a servizio dell’invaso.

Il progetto, è specificato nella documentazione del Comune di Rocca di Mezzo, necessita naturalmente delle autorizzazioni, tra gli altri, del Parco regionale Sirente-Velino e della Soprintendenza ai beni paesaggistici, visto che insiste su aree vincolate da Sic (Sito di interesse comunitario) e Zps (Zona di protezione speciale), di cui invece già gode il progetto da 12 milioni per il completamento degli impianti sciistici esistenti.

“È una idea assolutamente non invasiva e rispettosa dell’ambiente, si tratta soltanto di rendere maggiormente fruibili i Piani di Pezza per quelle attività che di fatto già avvengono, perché in tantissimi vanno a farci sci da fondo”, dice Lolli, che spiega come il finanziamento potrebbe anche arrivare dal famoso 4 per cento dei fondi della ricostruzione destinati allo sviluppo. Risorse che saranno presto messe a bando e per le quali i Comuni del cratere avranno priorità rispetto alla città dell’Aquila.

E ribadisce che “la residenzialità si fa nei paesi, questo è un punto essenziale, sono finiti i tempi degli albergoni o dei residence, ripristiniamo e tuteliamo l’esistente”

“Qualsiasi ipotesi di espansione va fatta nei perimetri comunali”, aggiunge.

“I Piani di Pezza sono da tutelare e mantenere, sono censiti 170 cervi maschi a cui si aggiungono le femmine, se vai a sentire i loro bramiti resti incantato”, conclude con un pizzico di romanticismo.