PESCARA – C’ è chi, come il Comune di Busachi, in provincia di Oristano, ha riscoperto e registrato dal notaio l’antica ricetta del “Su succu a sa busachesa” (zuppa con semola, carni miste, formaggi e zafferano).
L’azienda che alleva “super maiali” alimentati con il farro.
Il Comune di Seggiano (Grosseto) che tutela il “suono” delle radici traducendo i segnali elettrici vegetali.
Gli “agricoltori custodi” dell’azienda di Caramanico Terme (Pescara) che propongono una ristorazione ispirata alle antiche tradizioni locali.
Sono solo alcuni tra i venti comuni, enti, aziende agricole, scuole, personaggi della cultura e del giornalismo che stamani, in Campidoglio, hanno ricevuto la “Bandiera Verde Agricoltura 2010”, assegnata dalla Confederazione Italiana Agricoltori.
Il premio viene conferito alle eccellenze italiane dell’agricoltura sostenibile, dell’originalità legata alla tradizione, del paesaggio rurale incontaminato e dei cibi biologici, rappresentanti di un patrimonio che, secondo la Cia, vale oltre 10 miliardi di euro.
“Un riconoscimento che mira a evidenziare in maniera positiva chi ogni giorno produce ricchezza in maniera originale difendendo il territorio e l’ambiente – ha spiegato il presidente della Cia, Giuseppe Politi – perché questo è quello che fa l’agricoltura italiana”.
Il marchio “Bandiera Verde” garantisce all’esterno la qualità riconosciuta ad aziende e prodotti.
Chi lo ottiene può fregiarsene per cinque anni, al termine dei quali può essere rinnovato: dal 2003 ad oggi sventola in 152 punti.
“Gli agricoltori continuano a fare fino in fondo il loro lavoro, cui la società è spesso poco attenta – ha aggiunto Politi – e per questo abbiamo voluto premiare anche Comuni, enti e personalità che hanno sostenuto l’agricoltura”.
Premi speciali sono andati al direttore del Tgr-Rai, Alberto Maccari, e a don Luigi Ciotti per il progetto “Libera Terra”, con cui si trasformano terreni confiscati alle mafie in progetti concreti di impresa soprattutto per i giovani.






