PESCARA – Veementi proteste giungono dalla Coldiretti di Pescara. Da tre anni gli imprenditori agricoli sono in attesa dei risarcimenti per i danni causati alle colture dal passaggio dei cinghiali.

Nel corso di una riunione svoltasi a Penne alla presenza del direttore gionale Simone Ciampoli è emerso che per le annualità 2008 e 2009 ammontano a 300mila euro gli arretrati attesi dagli operatori del settore per gli indennizzi.
 
 “I pagamenti dei danni sono fermi al 2007 ma ancora non conosciamo le percentuali di riparto tra le province delle risorse finanziarie assegnate per gli anni 2008, 2009 e il 2010” spiega il direttore Ciampoli “bisogna agire subito e con determinazione perché bisogna mettere i produttori nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro in tranquillità e sicurezza. Siamo stanchi di ascoltare le solite promesse che, passato il momento di massima contestazione vengono lasciate nel dimenticatoio”.

“Vengono distrutti mesi di lavoro e l’agricoltura è messa a dura prova da una specie protetta anche dalla legge” sottolinea il direttore “i cinghiali aumentano e distruggono tutto, le produzioni diminuiscono, gli imprenditori sono demotivati. La situazione è allarmante. Il problema è biologico, ecologico e sociale”.

Un problema antico che, però, per l’organizzazione professionale, può essere risolto con volontà e senso di responsabilità da parte delle istituzioni, a partire dalle Province, dalla Regione ma anche dai Comuni stessi interessati al problema.

In particolare, la Coldiretti chiede l’approvazione di un regolamento regionale per la gestione dei cinghiali che uniformi gli indirizzi per l’elaborazione dei piani provinciali, il prolungamento del periodo di caccia del cinghiale e degli altri ungulati, la possibilità di attuare in tutti i mesi i piani di controllo selettivi delle Province per migliorare la gestione del piano zootecnico, l’aggiornamento delle percentuali di riparto dell’indennizzo e, in riferimento al mancato pagamento, l’assicurazione che lo stesso avvenga entro l’anno solare in cui il danno è avvenuto in modo da poter fronteggiare così il problema almeno dal punto di vista economico. 

Nel caso le richieste della Coldiretti fossero disattese anche questa volta, e non si trovasse soluzione entro tempi plausibili, l’organizzazione annuncia battaglia.

“Coinvolgeremo i sindaci di tutti i comuni interessati per una protesta diffusa“ annuncia Ciampoli “per i risarcimenti abbiamo già contattato un avvocato“ aggiunge il direttore “se non avremo riscontro a breve andremo alle vie legali“.