L’AQUILA – “La soluzione che fu trovata a seguito di numerose e approfondite ricerche apparve all’epoca l’unica praticabile dal punto di vista temporale e logistico e tale si rivela ancora oggi, a tre anni dal sisma”.

Lo scrive il preside della facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, Pier Ugo Foscolo, intervenendo sull’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo sui maxi affitti nella quale sono indagati il rettore uscente, Ferdinando Di Orio, e l’ex direttore amministrativo, Filippo Del Vecchio.

“La sede provvisoria della facoltà di Ingegneria in via Campo di Pile – spiega Foscolo – ha consentito il tempestivo inizio delle attività didattiche nel mese di ottobre 2009, dopo che il 6 aprile Ingegneria aveva perso per intero la propria sede istituzionale e nell’intervallo aprile-ottobre 2009 aveva continuato la propria attività amministrativa in un container, e didattica in varie localizzazioni, grazie all’ospitalità di enti diversi”.

“Stante l’obiettivo fissato dalle autorità comunali, regionali e nazionali di non allontanare dall’Aquila il sistema della formazione scolastica e universitaria, considerato inalienabile per la ripresa della vita stessa della città – prosegue – era apparso subito chiaro che non sarebbe stato facile trovare una sede adeguata per la facoltà, forte di 150 docenti e 5.000 studenti iscritti, tanti sono attualmente; erano 6.000 prima del sisma”.

Foscolo rivela anche che “l’argomento fu materia di incontri, purtroppo non risolutivi, tra il prefetto, il sindaco, il presidente della Regione e della Provincia, le autorità accademiche”.

Queste ultime tra le quali era presente anche lo stesso Foscolo, “arrivarono a chiedere la requisizione di locali idonei, ma da parte delle autorità competenti non si ritenne che ricorressero le condizioni per operare in questa direzione”.

Il preside esprime pertanto l’auspicio che “le esigenze e i vincoli di natura temporale e logistica brevemente richiamati in questa nota siano sempre tenuti in debito conto, e che le gravi difficoltà del terremoto e le conseguenze oggettive che ancora patiamo siano adeguatamente considerate nelle vicende in corso”.