PESCARA – Un euro come contributo per pagare l’affitto.
È la quota-beffa che alcune famiglie pescaresi si sono viste versare quando sono andate a riscuotere i contributi in banca riservati agli indigenti che pagano affitti ai privati.
La notizia è stata riportata da Alberto Corraro, segretario regionale del Sicet, il sindacato degli inquilini della Cisl, al quotidiano Il Centro.
Sempre secondo i dati forniti dal sindacato, non è andata meglio ad altri cittadini ammessi nella graduatoria degli aventi diritto all’aiuto economico riferito all’anno 2012, perché il contributo massimo versato quest’anno dal Comune non ha superato i 167 euro.
In realtà la reponsabilità dei tagli non viene dal Comune ma dai fondi che lo Stato ha assegnato quest’anno alle Regioni e queste ultime ai vari Comuni.
Le risorse per il 2012 sono cadute sotto la scure dei tagli e agli enti locali sono rimasti in cassa solo pochi spiccioli.
Il Comune di Pescara si è ritrovato a gestire uno stanziamento di appena 40.799,91 euro, a fronte di un versamento nel 2011 di ben 458.944 euro.
“Le famiglie stanno ricevendo contributi da uno a 167 euro – ha detto Corraro – è una vergogna se si considera che sono cittadini indigenti che non riescono ad arrivare alla fine del mese”.
Bisogna considerare che il reddito medio annuo di chi ha presentato domanda per ottenere gli aiuti sfiora i 9.000 euro, cioè appena 750 euro al mese, mentre il canone medio annuo supera i 4.400.
Esclusi dal contributo gli extracomunitari, nel bando erano richiesti la residenza nel Comune di Pescara e la titolarità di un contratto di locazione di un alloggio non a canone sociale ubicato nel Comune di Pescara.






