L’AQUILA – Nel giorno in cui l’aeroporto “Giuliana Tamburro” dell’Aquila registra un altro flop, con la cancellazione del volo L’Aquila-Olbia, l’opposizione in Consiglio comunale prova a guardare avanti e propone un altro possibile sviluppo del piccolo scalo aquilano, “e questa volta non campato in aria”.

“Altro che centri commerciali proibiti dal piano regolatore – sbotta il consigliere Raffaele Daniele dell’Unione di centro – o a velleitari tentativi di puntare sui voli commerciali, ci sono altre idee più semplici e alla portata, a costo zero o quasi per le casse comunali, e che possono creare posti di lavoro veri”.

La prima idea è quella di “riaprire la scuola di volo, che nel 2001 si attestava sui 100 brevetti l’anno. Un brevetto costa dai 12 mila ai 80 mila euro, per un corso di due anni, con buoni incassi dunque per lo scalo e un indotto considerevole per il territorio”.

L’aeroporto potrebbe poi diventare base nei mesi di luglio agosto anche fino a 60 alianti provenienti da tutta Europa, e resta poi valida l’idea della base operativa di Protezione civile di pronto intervento nazionale.

“L’Aquila – spiega Emanuele Imprudente di L’Aquila città aperta – è in una posizione baricentrica rispetto all’Italia, a quaranta minuti di volo dall’Emilia Romagna e dalla Puglia. Abbiamo tutte le carte in regola per ospitare la base dei canadair oggi situata Ciampino”.

Acconto a cui si può pensare anche a un centro di manutenzione dei piccoli aeroplani, per il centro sud, e a un servizio di aerotaxi.

“Constatiamo il fallimento totale del piano di sviluppo dell’aeroporto dei Parchi affidato dal Comune alla Xpress – conclude Guido Liris di Forza Italia – ma non vogliamo fare polemiche: queste proposte saranno inserite in un ordine del giorno e portate in Consiglio comunale, invitiamo sin da ora i colleghi della maggioranza a votarle, per il bene della città”.