PESCARA – Ottimizzare le infrastrutture esistenti, migliorare il sistema viario su gomma e su ferro per l’accessibilità, aumentare le rotte transfrontaliere e trovare nuove destinazioni per il turismo e gli scambi commerciali: sono i tre punti della ricetta del Movimento 5 Stelle per il rilancio dell’Aeroporto D’Abruzzo di Pescara e per scongiurare l’ipotesi di chiusura dello scalo.
A denunciare la situazione di crisi dell’aeroporto gestito da Sa.Ga. spa e a mettere sul tavolo le proposte per un rilancio dello scalo è Domenico Pettinari, consigliere regionale pentastellato che in una conferenza stampa ha puntato il dito “contro i contributi straordinari per svariati milioni versati a Sa.Ga dalla Regione Abruzzo, a partire dal 2014”.
“L’Aeroporto d’Abruzzo decresce, se guardiamo i numeri di transiti passeggeri, aereomobili e merci. Da 612 mila transiti nel 2015 a 572 nel 2016 e a 119 mila nei primi tre mesi del 2017 – ha sottolineato Pettinari – i 14 milioni di euro di contributi straordinari da parte della Regione non hanno portato risultati positivi, né ci si è preoccupati di migliorare le strutture esistenti per rendere più semplice l’accesso all’aeroporto, o investire nel potenziamento degli interporti collegandoli con il trasporto su ferro”.
Un grosso limite per la struttura aeroportuale, sempre secondo Pettinari, è la dipendenza dalla compagnia low cost Ryanair, principale vettore a coprire le rotte nazionali e internazionali da e per Pescara, con le altre compagnie come Alitalia, Blue Air, Mistral Air e Wizz Air che gestiscono una sola tratta nazionale.
“Bisogna portare i turisti in Abruzzo, fornire loro una filiera che incentivi la fruibilità del territorio, pubblicizzare adeguatamente l’offerta turistica della nostra Regione all’estero “ è l’opinione di Pettinari che chiede di “integrare quanto prima lo sviluppo dell’aeroporto con il Piano Triennale del Turismo, per non rischiare di perdere definitivamente uno scalo internazionale”.






