PESCARA – “Da nove mesi lo scalo abruzzese è in emorragia di passeggeri. L’allungamento della pista di atterraggio non è mai partito, Ryanair fa quello che vuole senza rendere conto a nessuno e da due mesi il cda è scaduto nonché privo di vicepresidente”.
Così il deputato Pd Luciano D’Alfonso che annuncia la convocazione di una conferenza stampa che si terrà lunedì 2 settembre, alle ore 11, nei locali dell’Officina, in via dei Marrucini 9 a Pescara.
Come già sottolineato ieri in una nota dall’ex presidente della Regione: “L’emorragia di passeggeri all’aeroporto d’Abruzzo continua: meno 30. in 7 mesi. Mentre gli altri aeroporti vanno benissimo. Ci chiediamo dunque: l’allungamento della pista finanziato nel 2016 dalla giunta regionale che ho presieduto e avviato in pompa magna da Marco Marsilio soltanto a febbraio scorso per poi essere immediatamente chiuso, che fine ha fatto? Dovremo aspettare le prossime elezioni regionali per vedere finalmente gli operai al lavoro?”.
“A luglio si è registrato l’ennesimo calo nei transiti: 2.993 in meno rispetto a un anno fa, pari al -2,9%. Le cifre fornite da Assaeroporti – l’associazione che riunisce le società di gestione di 36 scali italiani – segnalano una diminuzione costante dalla fine del 2023: a novembre scorso infatti il dato era stato di -3.690 transiti, pari al -8,4%, mentre a dicembre aveva toccato quota -3.284, pari al -7,3%. L’unica eccezione in positivo si è avuta nel marzo scorso, grazie ad un lievissimo aumento (+1.324 passeggeri) dovuto alla Pasqua bassa (31 marzo)”.
Intanto gli altri aeroporti italiani “vanno benissimo”, sottolinea D’Alfonso: “il dato nazionale è in trend positivo da gennaio, e a luglio si è attestato al +10,4%, con il vicino scalo di Ancona in pieno boom (+20,3%) grazie ai nuovi collegamenti per Parigi, Atene e Monaco di Baviera. Guarda caso, il direttore generale che sta facendo volare lo scalo marchigiano è un abruzzese: Alexander D’Orsogna. Qui invece il trend negativo è iniziato proprio nel momento in cui si è insediato il nuovo direttore generale, Luca Bruni, in sella dal 23 ottobre scorso. Siamo al paradosso: quando era privo di un direttore generale (luglio 2022 – ottobre 2023) lo scalo abruzzese ha fatto registrare risultati migliori rispetto ad oggi che questa figura è presente. Ryanair, che gestisce la maggior parte dei voli in partenza da Pescara, ormai fa ciò che vuole senza che nessuno osi levare voce: a gennaio scorso fu presentato un programma di rotte che nel giro di pochi mesi è stato stravolto, con improvvise cancellazioni (Varsavia) e sorprendenti riduzioni di orari (Torino, Barcellona-Girona, Bergamo, Dusseldorf, Malta e Memmingen)”.
Infine la questione dell’allungamento della pista: “finanziato nel 2016 dalla giunta regionale che ho presieduto e avviato in pompa magna da Marsilio soltanto a febbraio scorso per poi essere immediatamente chiuso – che fine ha fatto? Dovremo aspettare le prossime elezioni regionali per vedere finalmente gli operai al lavoro? Si tenga dunque tenga un consiglio regionale dedicato. Si mettano al bando collanine e braccialetti, si dichiarino fuorilegge le sedute per le mancette e si mettano all’ordine del giorno la connettività aerea e il destino del nostro aeroporto”.





