PESCARA – Sul finanziamento dell’aeroporto pescarese con la legge regionale da 5,5 milioni di euro impugnata dal Consiglio dei ministri davanti alla Corte costituzionale, il governatore Gianni Chiodi decide di tirare dritto e annuncia che mercoledì prossimo ci sarà al firma del decreto con il quale verranno sbloccati i fondi contestati.
“È già stata convocata la riunione in Regione con gli assessori e i funzionari delegati al Turismo e al Bilancio per la firma provvedimento con il quale verranno materialmente sbloccati ed erogati i 5,5 milioni necessari per finanziare il piano marketing 2012-2013 dell’aeroporto d’Abruzzo”, afferma Chiodi in una nota congiunta con il consigliere regionale del Popolo della libertà Lorenzo Sospiri.
“Dire che la legge è stata ‘impugnata’ dal governo non significa che la Corte costituzionale si sia già pronunciata e che la legge sia decaduta. Noi procediamo lungo la strada già tracciata, una strada peraltro tesa a finanziare uno scalo appena riconosciuto di interesse nazionale, e non regionale: quando ci sarà il giudizio decideremo sul da farsi”, sottolineano i due.
“L’Abruzzo segna il contrappasso – hanno aggiunto Chiodi e Sospiri – mentre la crisi a livello nazionale comprime i consumi e riduce le presenze di passeggeri, lo scalo abruzzese ha continuato a registrare un aumento di presenze con un trend in costante crescita. Merito di una strategia gestionale che ci ha consentito di puntare sui voli low cost effettuati sui maggiori vettori internazionali, che ha incentivato l’accesso all’aeroporto d’Abruzzo, valorizzando anche il volto, l’immagine, le risorse dell’intera regione quale luogo dell’accoglienza e della ricettività, territori in cui è piacevole stare in estate e in inverno, in cui ci sono eventi, in cui il turista trascorre le proprie vacanze peraltro contenendo le proprie spese”.
L’esecutivo di Mario Monti, che sta gestendo l’ordinaria amministrazione in attesa dell’insediamento del nuovo governo, aveva eccepito l’incostituzionalità della norma perché in contrasto con la legislazione europea in termini di aiuti di Stato.
Se la posizione del governo dovesse essere confermata dalla Consulta, il timore è che tutte le provvidenze pubbliche ricevute negli ultimi anni dovranno essere rimborsate dalla società che gestisce lo scalo, la Saga, il cui pacchetto azionario è detenuto per l’85% da enti pubblici (la Regione Abruzzo, che ha la maggioranza con il 41,30%, le Camere di commercio di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila) e per il 15% da soci privati.
Una circostanza che potrebbe costringere l’aeroporto a dichiarare il default, nonostante il presidente della Saga, Lucio Laureti, abbia detto ad AbruzzoWeb di essere certo che “i fondi per l’aeroporto d’Abruzzo arriveranno”.






